Gunderland

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“Io sono un vero Gunderman, io sono nato qui…”
“Nascere qui fa di te un Gunderman, un uomo che deve i suoi ringraziamenti al Gunderland per avergli dato i natali. Quando è invece il Gunderland a dover ringraziare un uomo nato nella sua culla ecco quello è un vero Gunderman”

Aldaricus Cadmon a Sez Kawan

La provincia di Gunderland è lo spartiacque fra Aquilonia e la cimmeria, sebbene nella sua punta più orientale nei pressi di Aquisforte difende un passo montano detto passo dell’aquila mt(3150) che permette un passaggio verso Asgard (nordheim orientale) ed i regni di confine (border kingdom). La popolazione delle Gunderland ha subito meno incroci con altre razze rispetto a qualsiasi altro aquiloniano dell’epoca e assomiglia pertanto più strettamente degli altri agli antichi Hyboriani, avendo ancora (di norma) capelli ramati e gli occhi grigi. I Gunderman furono annessi all’impero di Aquilonia circa 300 anni fa, ed essendo un popolo guerriero e fiero, gli imperatori di Aquilonia decisero di concedere loro una certa autonomia. In questo senso in Gunderman devono meno tributi ad Aquilonia
e possono in buona parte mantenere leggi locali in aggiunta alle leggi dell’impero. Il momento dell’annessione fu molto delicato. Aquilonia avrebbe senza dubbio potuto annettere il Gunderland con la forza, ma avrebbe avuto ingenti perdite e altissime probabilità di rivolte future. In aggiunta i Cimmeri al tempo erano una grossa piaga per Aquilonia e tutto si voleva meno che un alleanza fra Cimmeri e Gunderman. L’imperatore saggiamente annetté quindi la provincia con un accordo. In cambio della fedeltà e dell’acccoglimento della dottrina Mitraica, egli garantiva protezione alla provincia e un enorme incremento del commercio di una regione altrimenti arida. In cambio l’imperatore concesse che i signori del Gunderland mantenessero il potere, ordinandoli propri baroni. In questo modo ostacolò enormemente ogni tentativo di invasione e saccheggio da parte dei Cimmeri che per attaccare Aquilonia avrebbero prima dovuto fare i conti con i Gunderman, risoluti a difendere la loro casa e fedeli all’imperatore. Fu un accordo vantaggioso per entrambe le fazioni che praticamente annullò il potenziale distruttivo dei Clan Cimmeri.

Venarium
Circa 150 anni fa Il torpore dei cimmeri che non osavano più attaccare Aquilonia convinse gli Aquiloniani ad ordinare ai Gunderman di penetrare in Cimmeria ed edificare una fortezza a sud, da cui sarebbe partito il progetto di invasione. Marciarono 4 legioni che si occuparono di mettere in sicurezza i costruttori che edificarono forte Venarium (costruito in 3 anni). Al termine della costruzione due legioni lo occuparono mentre le altre due rientrarono con i costruttori ad Aquilonia. A Venarium restavano quindi 2000 uomini, per la maggiore Gunderman abituati a vedersela con i cimmeri ed a loro agio nel clima rigido delle montagne. Inaspettatamente la vita del forte durò poco, in quanto un Cimmero di nome Conan, compì l’impresa in cui nessuno era riuscito ed unì 40 Clan che marciarono su forte
Venarium. Pertanto circa 20000 uomini marciarono sul forte. Distruggendolo ed uccidendo tutti i soldati. Nonostante la superiorità numerica schiacciante, I Gunderman non abbandonarono il forte e si difesero come leoni fino all’ ultimo uomo. In tutto nella battaglia persero la vita circa 10000 cimmeri.altri clan si unirono e formarono un armata imponente decisa a saccheggiare il gunderland. L’armata contava circa 10000 cimmeri fra guerrieri, coscritti e truppe ausiliarie il cui morale era alto per la vittoria. Scesero come un fiume fino a Galparan, dove trovarono ad aspettarli i picchieri Gunderland 5 legioni di Aquilonia e 50000 coscritti del Gunderland. Memori del valore dei 2000 di forte Venarium, trovandosi davanti circa 60000 Gunderman i cimmeri si ritirarono in buon ordine tornando entro i loro confini.
Venarium non fu mai più ricostruita, ma i Gunderman (ed anche i cimmeri) ricordano ancora la battaglia con orgoglio e fra Cimmeri e Gunderman è nato un reciproco rispetto fra popoli guerrieri.

Nobiltà
A gestire la regione attualmente è il Barone Agael von Kalsper della casata dell’orso. Non vi sono altri nobili in tutta la regione, in quanto in Gunderman tendono ad avere un organizzazione di tipo più antico. Nei singoli villaggi gli anziani prendono le decisioni, in accordo con le leggi del Barone. Pertanto il barone nomina Borgomastri e Connestabili fra le figure di spicco della regione e se necessario media con l’imperatore di Aquilonia (che al momento cmq non c’e’) che può imporgli delle cariche. Borgomastri e Connestabili non hanno potere derivato dalla nobiltà. A tutti gli effetti si occupano di fare da contabili, di riferire i problemi dei singoli villaggi e di mediare i discorsi degli anziani dei villaggi, in modo che le discussioni si svolgano in modo che ordinatamente tutti possano parlare. Come previsto dalla legge dell’impero, il Barone non ha il diritto di ordinare conti o altri nobili
di rango inferiore senza il permesso dell’imperatore. Tuttavia ha il potere di ordinare cavalieri se la situazione lo richieda o di premiare col cavalierato chi se lo sia meritato. Lo stemma della famiglia Von Kalsper che da secoli amministra la regione è l’orso, in fascia gialla su campo nero. Il Gunderland è indipendente anche per quanto riguarda la raccolta delle tasse. Se in altre province è il gabelliere imperiale che per conto del tesoriere esige le tasse di città in città, nel Gunderland tutti i dazi sono raccolti dal barone che poi invia quanto deve all’imperatore. A gestire il territorio da un punto di vista economico e militare è un particolare cavaliere nominato dal Barone, lo Sceriffo i cui compiti sono quelli di ritirare i balzelli e garantire la regione il più possibile sicura. Il potere delle sceriffo dipende da quante risorse ha a disposizione in termini di armati e finanze, ed a giudicare dallo stato delle strade attualmente lo sceriffo (Sir Aldaricus Cadmon) non ha molti uomini a disposizione… Rispetto agli Aquiloniani tipici gli uomini del Gunderland tendono ad essere più sanguigni in tutto. Sono schietti, onesti e rudi come la pietra e danno un grande valore alla libertà tanto che nel Gunderland la schiavitù è vietata ed è vista molto male. Un qualsiasi Gunderman preferirebbe morire che essere schiavo. E’ invece accettata la servitù della gleba (che comunque è pagata e retribuita e non è imposta).

Geografia
Il Gunderland confina a Nord con la cimmeria, A nordest con i regni di confine ed Asgard ad ovest con le marche Bossoniane (provincia imperiale) a sudovest col tauron (provincia imperiale) e a sudest col Tanasul (provincia imperiale).

Capitale
Galparan è la città principale dove risiede il barone. La città conta circa 20000 abitanti ed è fortificata. La città sorge sullo Shirk River( fiume sfuggente) l’unico corso d’acqua ad attraversare la regione. Attorno al fiume ed a galparan sorgono numerosi piccoli villaggi di 500 – 1000 abitanti che provvedono al fabbisogno agricolo della regione. Esistono altre piccole comunità sparse e non vicine al fiume (come Aquisterra) che non godono di terre così fertili (la regione è arida e con poche foreste sparse). Queste città di solito sorgono vicino a bacini minerari in quanto la regione è ricca di materie prime. In queste zone la coltivazione avviene per terrazzamenti ed è molto più faticosa e richiede di scavare pozzi profondi alla ricerca di sorgenti sotterranee.

Religione
I gunderman hanno abbracciato senza troppi sforzi la fede Mitraica, ma mantengono alcune antiche tradizioni legate allo spiritismo ed alla superstizione. Ultimamente l’inquisizione ha tuttavia peggiorato l’opinione della gente nei confronti del clero, che dopo 300 anni di annessione era tenuto in alta considerazione dalla popolazione.

Armate
Come gli arcieri bosoniani sono rinomati in tutto l’impero, così i picchieri di Gunderman sono fra le unità più disciplinate e d’elite. Abituati per milleni a combattere un tempo contro popolazioni come cimmeri nemediani e Aquiloniani che vantavano cavallerie molto forti, i Gunderman hanno sviluppato l’utilizzo delle economiche picche per contrastare questi eserciti. Col risultato che nella regione sono sempre disponibili 1000 picchieri veterani, che non indietreggiano di un passo. A queste forze si uniscono circa 2000 cavalieri e 3000 armati a cavallo (cavalleggeri). In aggiunta tramite una chiamata alle armi, il barone può ordinare alle milizie cittadine di mobilitarsi, raggiungendo fino a 40000 coscritti (truppe male
armate, ma disciplinate e agguerrite.). In aggiunta il Gunderland è famoso per le sue armate
mercenarie, fra queste la più degna di nota è la “ventunesima legione” una armata composta da veterani, ex legionari e criminali arruolati in cambio di un condono delle pene. La grande potenza militare del barone unita alla mancanza di un imperatore fa temere molti che potrebbe decidere di autoproclamarsi re del Gunderland e staccarsi da Aquilonia, tradendo i patti ma liberando la regione (cosa che a molti uomini del Gunderland non dispiacerebbe).

Aquisterra
Aquisterra è un piccolo villaggio nella parte nordorientale del Gunderland ed è la terra di partenza dei personaggi. Il villaggio è l’ultimo vero avamposto civilizzato prima delle terre di frontiera ed è il punto di accesso per raggiungere Aquisforte, un vallo che si trova sul passo dell’aquila a metà fra le piste montane che conducono in Cimmeria, ad Asgardh e nei regni di confine. Il villaggio è abbastanza antico, come del resto il forte e risale a prima dell’annessione del Gunderland ad Aquilonia. I riferimenti all’aquila sono dovuti ai dossi dell’aquila, la catena montuosa fra le più alte di Aquilonia che ospita in maniera copiosa questi nobili rapaci. Il poggio dell’aquila è la cima più alta e sfiora i 3800 metri. Pertanto sia il forte che la cittadina che le terre circostanti sono battezzate Aquiterra, Aquiforte e valle
dell’aquila e questi nomi sono antichi e nulla hanno a che fare con l’impero di Aquilonia. Il villaggio è nato principalmente allo scopo di approvvigionare Aquiforte e conta circa 300 persone. E’ difeso da una semplice palizzata che scoraggia lupi, cinghiali e banditi ed è difeso dai cittadini stessi. Non sono quindi presenti soldati del Barone, tuttavia in città durante alcune feste gli uomini combattono e vengono istruiti alle armi da ex soldati e legionari, per cui per quanto non si possano definire grandi guerrieri i cittadini di Aquiterra sanno di certo difendere le loro case. Al di fuori della palizzata, su terrazzamenti si stagliano le varie colture agricole. La terra per quanto povera viene coltivata durante tutto l’anno in modo da garantire al forte continue derrate alimentari. Il paese ha anche un gruppo di cacciatori che si occupano di rifornire il villaggio di carne. La moneta più utilizzata è il baratto, nonostante in città vi sia un gioielliere (Otto Rudelfstein) che si occupa di fare da cambiamonete per i rari mercanti provenienti dai regni di Asgardh e dai regni di confine. Il villaggio è composto da una cinquantina di case per lo più sovrappopolate, da un grande granaio/deposito in cui in contadini depositano il raccolto (e ottengono denaro dai soldati del forte mensilmente, in proporzione a quanto hanno prodotto) e da un grande emporio dove una congrega di artigiani di differenti maestranze producono utensili per il forte e per i viandanti di passaggio. L’ultimo edificio ed il cuore del paese è la taverna “Ultima casa” in fondo al villaggio ed in posizione di rilievo. La taverna è un punto di ritrovo sociale fondamentale per gli abitanti che si riuniscono alla sera dopo il duro lavoro per svagarsi e per parlare. In aggiunta la taverna ha letti per ospitare gli stranieri ed i soldati del forte che mensilmente compiono un lungo viaggio per gli approvvigionamenti ed è il luogo ufficiale dove il villaggio si riunisce in caso di discussioni urgenti, questioni di giudizio legale (i processi si svolgono in locanda). Il borgomastro in carica è Lucius Pelivo, che viene consigliato da membri anziani del villaggio nelle sue decisioni. Fra i suoi incarichi Lucius che
è persona erudita deve: tenere il libro mastro della vicina miniera ed il relativo ricavato in argento,tenere il libro mastro del granaio ed i conti dei raccolti, interfacciarsi con ospiti nobili ed organizzare la loro accoglienza, interfacciarsi con lo sceriffo che annualmente viene ad esigere i tributi del barone, mediare le opinioni degli anziani, assicurarsi che tutti nel paese cerchino di santificare le feste e siano rispettosi dei sacerdoti, leggere la corrispondenza dei nobili, i proclami alla popolazione e assicurarsi che ne capiscano il contenuto. Attualmente, dopo la morte di Miranda per mano di Randal Morn dell’ordine della sacra Rota il villaggio ha un solo curatore Horatius Fidelis, officiante del dio Mitra. Il sacerdote officia su un’antica Ara del villaggio e si occupa di organizzare le feste ed aiutare i cittadini a livello morale, psicologico ed economico qualora sia nelle sue possibilità. Per quanto forestiero, il sacerdote gode del rispetto della popolazione locale a livello generale. A meno di un ora dalla città sorge la miniera d’argento, che ospita una piccola comunità di una cinquantina di minatori accampati al di fuori della stessa. La miniera è sorvegliata da una ventina di soldati provenienti da Aquiforte che si occupano di difendere i minatori e consegnare al borgomastro il minerale estratto per la trasformazione in lingotti che vengono poi consegnati allo sceriffo annualmente. I minatori si approvvigionano almeno
una volta a settimana nel villaggio e quasi tutti sono originari di li ed hanno casa ad Aquisterra, per quanto il loro duro lavoro fa si che si vedano di rado (ad eccezione di coloro che vengono per gli approvigionamenti). La miniera non è particolarmente ricca, ma di certo concorre alla produzione del villaggio che in termini di paragone con altre realtà imperiali è piuttosto modesta.

Aquisforte
A circa 70-80 km da Aquisterra km lungo una mulatiera piuttosto ripida ma carrabile, si giunge ad aquisforte. Camminando 8 ore al giorno vi si impiega a passo normale 5 giorni per raggiungerlo, per via dell’estrema ripidità della salita che conduce al passo dell’Aquila. La guarnigione fino allo scioglimento delle legioni ospitava la legione Norda ed era guardato da 1000 uomini più artigiani e civili che si occupavano dei lavori di manutenzione, della caccia per arrotondare le magre derrate di Aquiterra e mastri muratori. Dopo lo scioglimento delle legioni, solo gli uomini fedeli al barone sono rimasti al valico, circa 200 uomini più un centinaio di civili che vengono impiegati ora anche nelle ronde, col risultato che il forte, struttura imponente sembra parecchio sguarnito e sta lentamente decadendo. A comandare le poche forze rimaste è Sir Walter Von Roth, proveniente da Galparan ed amico della famiglia del Barone. Von Roth è rinomato per la sua lealtà al barone e all’impero e per essere uno fra i cavalieri più spietati di Aquilonia in battaglia, fama che evidentemente ha scoraggiato per ora attacchi al forte o alla sua ristretta guarnigione da parte di uomini del Nord e Barbari. Oltre il forte una strada montuosa conduce ad un crocevia fra Asgardh, la Cimmeria Orientale ed i Regni di Confine. Il forte è dotato di un sistema d’allarme noto come “L’urlo dell’acquila” composto da una trentina di corni in bronzo attivati da un mantice, che grazie all’eco può raggiungere senza difficoltà tutta la valle dell’aquila. Ogni villaggio che lo ode, ha l’ordine di mandare una staffetta ad informare il barone a Galparan e di inviare Milizie coscritte al passo.

La valle dell’aquila
Oltre ad Aquisterra la valle dell’aquila è composta da piccoli villaggi di cinquanta/ cento persone, senza fortificazioni se non palizzate nella migliore delle ipotesi, spesso solo aggregati di case. Questi villaggi sono sparsi e nascono ovunque sia possibile scavare un pozzo per coltivare la terra, alcuni pertanto non sono nemmeno collegati da strade. Unendo tutti questi villaggi ci si aggira attorno ai 3000 abitanti in tutta la valle, che possono inviare al forte un massimo di 500 / 700 coscritti nella migliore delle ipotesi. V’e’ da dire che la valle non è molto grande ed è di certo fra le più aride di tutta la provincia del Gunderland. Gli uomini della valle sono rispettati e benvoluti dagli altri Gunderman che ne stimano il
coraggio e la determinazione di vivere sulla frontiera, in un luogo freddo e inospitale.

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