Il credo del Nord

Rispetto a religioni molto definite (come ad esempio il culto di mitra), la religione norrena assomiglia di più ad un insieme di leggende tramandate oralmente ( e quindi con qualche leggera differenza fra un luogo e l’altro) e mantenuta viva dagli Skald. Nessuna sorpresa se vi siano pertanto diverse versioni di stesse “parabole”.. quanto riportato di seguito è una serie di credenze comuni e diffuse.

breve vocabolario

Jotun = gigante
Alf= Elfo
Dvergar=nano
Asi=famiglia di divinità legate all’ordine e alle energie spirituali
Vani=famiglia di divinità legata alle forze natura e al chaos
heim=regno
gardr – gard =recinto
svart= scuro – nero (svartalfheimr = regno degli elfi oscuri)
muspell= fuoco

I NOVE MONDI

Nella religione norrena vengono presi in considerazione nove mondi

Il primo dei nove mondi è Miðgarðr, il «recinto mediano», posto al centro dell’universo; vi dimorano i figli degli uomini.
Il secondo mondo è Ásaheimr, da dove provengono gli Asi. Qui si trovano anche le sale del Valahalla.
Il terzo mondo è Vanaheimr, la terra dei Vani. Si dice si trovi a occidente di Asaheimr
Il quarto mondo è Jǫtunheimr: è il regno degli Jǫtnar. Viene posto a oriente, talora a settentrione, comunque agli estremi confini del mondo, in Útgarðr.
Il quinto mondo è Álfheimr. Vi dimorano i Ljósálfar. Pare si trovi non lontano dall’Ásaheimr.
Il sesto mondo è lo Svartálfaheimr, che si trova nel sottosuolo. Vi dimorano i Dvergar e i Døkkálfar.
Il settimo mondo è il gelido e nebbioso Niflheimr localizzato nel settentrione, anche se a volte pare venga situato negli abissi. È uno dei mondi più antichi e faceva parte, in origine, del Ginnungagap.
L’ottavo mondo è l’ardente Múspellsheimr, che pure agli inizi faceva parte del Ginnungagap. Questa regione brucia e arde, ed è insopportabile agli stranieri che non hanno avuto colà la loro origine. Vi dimorano i giganti di fuoco e il guardiano che siede ai suoi confini ha nome Surtr.
Il nono e ultimo mondo è il regno di Hel. Si trova nella zona più profonda e buia dell’universo, caratterizzata da gelo, pioggia, umidità e nebbia. Vi vanno a stare le anime di coloro che non muoiono in battaglia. Sotto, si trova Niflhel, l’«inferno nebbioso»; le anime dei malvagi, dopo essere transitate da Hel, sembra si dirigano in quel luogo.
Tutti i mondi sono collegati dalla linfa dell’albero cosmico Yggdrasil.

ASI E VANI

Sono due famiglie di divinità discendenti dai giganti. Mentre i Vani sono legati alla magia e alle tradizioni dei giganti e al chaos in genere, gli Asi capeggiati da Odino sono divinità portatrice di ordine. Le due famiglie di divinità sono in perenne guerra fra loro. La popolazione degli Asir, patteggia per Odino e le divinità Asi, mentre i Vanir patteggiano ovviamente per le divinità Vanir e sopratutto per “il creatore”, il gigante Ymir.

GINNUNGAGAP

Il Ginnungagap rappresenta il baratro del nulla da cui tutti i mondi ebbero vita.

Al principio era il tempo:
Ymir vi dimorava;
non c’era sabbia né mare
né gelide onde;
terra non si distingueva
né cielo in alto:
il baratro era spalancato
e in nessun luogo erba.
Erano quei tempi antichi, prima che la terra
venisse foggiata, quando venne fatto il Niflheimr, al
cui centro stava la sorgente chiamata Hvergelmir;
da là sgorgavano i fiumi che così si chiamano: Svǫl, Gunnþrá, Fjǫrm, Fimbulþul,
Slíðr e Hríð, Sylgr e Ylgr, Víð, Leiptr e Gjǫll, che è il più prossimo ai cancelli di Hel”.
Accadde che quei fiumi che sono chiamati Élivágar
arrivarono così lontano dalla loro sorgente
che la schiuma velenosa da loro recata s’indurì come
la scoria che scappa dal fuoco, divenendo ghiaccio.
E là dove quel ghiaccio si arrestò
e non andò oltre, i vapori levatisi dal veleno
gelarono in brina, e la brina si stese
sopra ogni altra cosa nel Ginnungagap.
Ginnungagap, nella parte che volge verso il nord,
si ricoprì di strati di ghiaccio e di brina, e
da esso si levavano bruma e vento,
mentre la parte a sud del Ginnungagap ne
fu preservata dalla lava e dalle scintille
che scaturivano da Múspellsheimr.
Così come il freddo proveniva da Niflheimr insieme
a tutto ciò che è temibile,
quanto si volgeva verso Múspell era caldo e luminoso
e Ginnungagap era mite come aria priva di vento.
Quando la brina fu investita dal vento caldo,
si sciolse e gocciolò, e in quelle gocce,
grazie alla forza di colui che aveva mandato il calore,
nacque la vita ed essa assunse forma d’uomo.
Costui fu detto Ymir, ma i Vanir lo chiamano anche
Aurgelmir ed è da lui che discende la loro stirpe di giganti

LA NASCITA DI YMIR

Chiese Thor
“Da dove Aurgelmir venne
tra i figli degli jǫtnar
per primo, sapiente gigante?”
“Dagli Élivágar
scaturì in gocce il veleno
e crebbe finché nacque un gigante.
Da là le nostre stirpi
vennero tutte insieme,
per cui sempre feroci saranno”.

Bargi il vecchio

I giganti hanno un legame stretto col veleno che è associato al male. Per gli Asir il veleno è considerato una sostanza disgustosa e malvagia legato al demoniaco, per i Vanir vale lo stesso principio ma solo per il fatto che il veleno “non è cosa degli uomini”.

LA NASCITA DELL’UOMO

Chiese il Thane
“Dove dimorava Ymir? di che cosa viveva?”
“Non appena la brina si sciolse,
da essa prese forma una vacca,
chiamata Auðhumla; quattro fiumi di latte
sgorgavano dalle sue mammelle
e in questo modo essa nutrì Ymir”.
“Di che cosa si nutriva la vacca?”
“Leccava le rocce brinate, che erano salate,
e nel primo giorno in cui essa le leccò, da quelle
pietre spuntarono a sera i capelli di un uomo, il giorno dopo la testa
e il terzo giorno vi fu l’uomo intero. Il suo nome era Búri.
Era di bell’aspetto, grande e possente.
Generò un figlio chiamato Borr; questi prese in moglie
quella donna che si chiamava Bestla, figlia del gigante Bǫlþorn
ed ebbero tre figli. Il primo si chiamava Óðinn, il secondo Vili, il terzo Vé,
e io so per verità, che Óðinn e i suoi fratelli
saranno i signori del cielo e della terra.
Noi questo crediamo, che così debba
chiamarsi colui che sappiamo essere il
maggiore e il supremo, e anche voi potete chiamarlo così”.

Snorri il saggio

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