Cronache di Hyboria

La Foresta Bianca

Il gruppo riflette sul da farsi. Tutti sono stanchi ed hanno dormito poco, l’idea di un drago nelle vicinanze non ricuora di certo e nella foresta pare ci siano pericoli anche maggiori.
Dopo un breve confronto, decidono di cercare nei dintorni una radura che li possa ospitare, quantomeno al riparo dal drago.
Si accampano e decidono per dei turni di guardia.
Nel primo turno avvertono dei rumori che vengono interpretati per versi di lupi, ma Gyl non li sente e lasciano perdere.
Nel secondo turno è Argante a sentire i rumori al contrario di Terzo, ma vista la situaizone e la non abitudine del sacordote per questo genere di cose, decidono di avvisare Sez e tutti e tre scrutano l’oscurità.
Una bestia abnorme: un lupo dalle dimensioni di un cavallo ringhiando si avvicina lentamente. Il gruppo è messo in allerta: si tratta di warg, enormi lupi, demoni per i nord. Si preparano come meglio possono allo scontro, il quale inizia a suo di frecce.
Poi ingaggiano. Sez e il suo scudiero con Gyl si parano davanti, a difendere il resto del gruppo dall’assalto della bestia; ma qualcosa va storto, dal fianco spunta a sorpresa un’altra di quelle bestie che si getta su Borg, azzannandolo al collo e buttandolo a terra; Aslan estrae i coltelli e si getta contro il mostro in un disperato tentativo di salvare il compagno di avventura e ci riesce, attirando però su di sè l’ira della bestia. Aran corre in suo soccorso attaccando alle spalle la bestia, che però insiste su Aslan che riesce a resistere. Terzo si mette al riparo degli altri, pregando Mitra e controllando la situazione alle sue spalle.
Sez e Gyl, in corpo a corpo con l’altro warg riescono a ferirlo, mentre da dietro spunta un terzo warg che si getta su Aran alle spalle ferendolo. Udo, in un impeto selvaggio si stacca dal gruppo con la sua ascia alla volta del warg ingaggiato da Sez e Gyl.
Terzo riesce con tutto il suo talento a fermare l’emorragia del ranger, pensando poi di rimandarlo a meni nude nella foresta da solo, se ci avesse tenuto tanto a raggiungere i suoi dei. Lo scontro continua, i warg sono molto agguerriti, ma il gruppo, pur con qualche incertezza, riesce a tenergli testa. Gyl e Sez constrastano il baldo del “loro” warg, mentre gli altri ne hanno ferito per bene un’altro.
Nel momento in cui la battaglia si fa più cruenta, però, i warg abbandonano il campo e fuggono a gambe levate. Un vento gelido fa presagire il peggio e tutti decidono di scappare. Un’ondata di puro gelo li raggiunge, ma tutti riescono a schivarla, tranne Borr, il ranger dei nord. Era suo destino cadere in quella ferosta.
Gyl, Terzo ed Aran, presi dalla paura, si disperdono dal resto del gruppo. Gyl sale su un albero e raggiunge Terzo. Arang rischia di incrociare uno dei Warg, ma riesc a sfuggirgli inosservate e raggiungere Terzo e Gyl, prima di riunirsi al gruppo.
Tutti sono stanchi e provati, Terzo offre le prime cure ad Aran, mentre gli altri decidono il da farsi. Lo Skald afferma che dal punto in cui si trovano, converrebbe attraversare direttamente la foresta, risparmiando una settimana di viaggio. Un Sez sempre più scettico finisce per acconsentire.
Si dirigono quindi a nord, ma d’un tratto alcuni scorgono un gruppo di uomini con la testa d’orso. Aran è in preda alla paura e corre all’impazzata, finendo per scontrarsi proprio con loro. Si rivelano però essere uomini normali, vestiti di pelle con una testa d’orso come maschera.
Questi sono Asgardiani, tra i meno locuaci. Affermano che in situazioni normali avrebbero ucciso chiunque si fosse avventurato nelle terre di Xaltana, ma il risveglio del drago aveva cambiato le cose. Sez afferma che è stata quella presenza a spingerli così all’interno della foresta e che avrebbero preferito tenervsi al margine della stessa.
Xaltana, inoltre, stava ingaggiando gli uomini più validi del nord, control la nuova minaccia che metteva in discussione il suo primato su quelle terre e chiedono un pegno per l’attraversamente che dimostri il loro valore. Sez offre il dente dell’orso recuperato a fatica e con molta umiltà lo offre, senza soffermarsi sui dettagli. Gli Asgardiani accettano il dono e
si offrono di scortarli fin fuori dai confini, protetti dalla loro stessa presenza. Durante il viaggio, scoprono che il drago si è risvegliato da una decina di giorni, grazie ad un potente quanto antico manufatto: il bastone dei draghi, la scui storia viene narrata fin dall’alba dei tempi, ma si scopre che fino a poco prima era chiusa in un luogo inaccessibile alla magia ad Aquilonia. Terzo pensa ad alcuni luoghi, tra cui l’arcaneum, l’ex sede dei maghi e qualche altro e questo fa emergere l’ancor troppo remoto sospetto che il bastone dei draghi non sia altro che la verga dei serpenti trafugata da Nefertiti.
Il viaggio finalmente prende una piega un po’ più rilassata. I pericoli appaiono lontani e la via sicura, per quanto emerga che i loro compagni sono dei berserker, gente che è meglio non far alterare.
Intorno avvertono la presenza di altri uomini, ma il loro accompagnatore si rivela essere solo uno. Passano vicino ad alberi completamente congelati e chiedono se sia opera del drago. L’accompagnatore li avverte nuovamente di non toccarli e lancia un bastone verso tali alberi. Il potere di Xantana li avvolge ed il bastone a contatto con gli alberi si congela e finisce in frantumi.
Tutto è traquillo, finchè Aslan, attratto da alcune erbe velenose, decide di infrangere le sue promesse agli Asgardiani e raccoglierne di sfuggita qualcuna.
Una freccia gli trapassa una mano appena cerca di coglierle. Questo manda su tutte le furie il loro accompagnatore, il quale comincia a schiumare di rabbia, gli occhi persi nel vuoto, le vene pulsano ed i suoi misculi si gonfiano incredibilmente. Il gruppo, dopo un attimo di riflessione su quanti uomini ci siano nei dintorni, decide di darsi alla fuga. Terzo rimane ultimo, ma è Beowulf quello più indietro di tutti, che ne fa le spese. Il terribile Asgardiano lo scolpisce in testa con la sua ascia, rovinandolo a terra e continuando per un po’ ad infierire. Questo per lo meno da a tutto il gruppo, Terzo in primis, l’opportunità di scappare. Corrono finchè non escono nella taiga. Terzo, rivisto un barlume di sole, si accascia a terra e ringrazia Mitra.
Gyl e Sez, intanto, bloccano Aslan.
Sez lo redarguisce, poi Terzo decide di controllare la sua ferita.
“E’ da amputare.” Il suo tono è piatto e Sez, ancora furioso, sottolinea che in molti luoghi quella è la pena normale. Terzo vuole spaventare Asland e prepara i suoi ferri, nel tentativo di intimorirlo. Purtroppo un sorriso svela le sue reali intenizoni ed alla fine si limita a curarlo. Il gruppo riparte, con Aslan legato in mezzo al gruppo.

Comments

Bard81 deedend

I'm sorry, but we no longer support this web browser. Please upgrade your browser or install Chrome or Firefox to enjoy the full functionality of this site.