Cronache di Hyboria

Caccia alla volpe

XXII giorno del mese del Ratto dell’anno del Serpente del 1411esimo anno dalla fondazione di Aquilonia nella gloria di Mitra nostro signore

All’arrivo di Sez, il gruppo discute sul da farsi.
Sez è intenzionato a proseguire. Non è la prima volta che Argante “scompare” per ricomparire al momento più opportuno. Anche Terzo lo sa bene e non può che dargli ragione, ma Aran non è dello stesso avviso e decide di tornare indietro a controllare, da solo.
Il gruppo intanto prosegue fino ad un boschetto, in cui sono costretti anche loro a scendere dalle slitte e proseguire a piedi. D’un tratto scorgono un accampamento.
Un uomo solitario, davanti ad un fuoco, con una corazza della rota, pare stia cucinando qualcosa.
Aslan si avvicina furtivo, nel tentativo di slegare i cani e controllare la situazione, mentre il gruppo cerca di organizzarsi.
Aslan nota una tenda, ma viene scorto. Con sua sorpresa è la voce di un nord a riprenderlo: non si tratta di Morn!
Decide di dileguarsi e tornare al gruppo e riferire.
Il gruppo si fa avanti e l’uomo li accoglie impugnando la sua ascia.
E’ Sez a farsi avanti, dichiarando di essere venuto in pace. Parlano con l’uomo e vengono a sapere che Morn, in cambio di una slitta di 4 cani, della sua armatura e della sua slitta, circa una ventina di minuti prima.
Sez dona una moneta d’oro all’uomo, davvero una giornata fortunata, per lui, solo per essersi accampato in una radura.
Intanto Aran segue delle nuove tracce che lo conducono nei pressi di una stalla di renne, dove il fattore dichiara d aver notato si degli uomini, ma nessuno con le fattezze di Argante. Visto l’approssimarsi del buio, Aran è costretto a ritornare sui suoi passi e a ricongiungersi col resto del gruppo, senza nessuna notizia del compagno scomparso.
Poco più tardi, raggiungono Morn.
Sez è più cauto e prova a parlargli. Quando Morn dice di essere guidato da Mitra, Terzo in cuor suo invoca il suo Dio per avere maggiori dettagli. Senza sapere come, si accorge che Morn sta dicendo il vero. Terzo rimane basito, ma si convinge ancor di più che Morn, al nord, sia stato in qualche modo traviato.
Intanto Sez attacca Morn, riuscendo a disarmarlo al primo colpo. Gil interviene al fianco di Sez, infilzando Morn con la sua lancia.
Sez le chiede di stare indietro e Gil si ritira.
Tutti assistono: il combattimento rivela subito l’inferiorità di Morn. Sez pare non voler colpire con troppa violenza, quasi volesse prolungare quello scontro, mentre Morn, dal canto suo, si rivela particolarmente coriaceo, resistendo il più possibile, fino al colpo fatale da parte di Sez, che rimane attonito a guardare il corpo ormai privo di vita.
Aslan è il primo a controllare il cadavere, da cui recupera il sacchetto con le monete, ma nessun documento.
Terzo, in po’ stranito, si avvicina e comincia a prendersi cura del corpo.
Gli altri decidono di far campo, mentre Terzo scava un piccola buca dove infila il cadavere, lo cosparge con l’olio della lanterna e gli da fuoco, mentre officia i riti canonici, pur ricordando Miranda ed altri potenziali innocenti, Aquisterra, Aquisforte, il pretino di Aquisforte, il villaggio dei nord e gli stessi nord attaccati che incontrarono tempo addietro.
Il giudizio spetterà a Mitra, che le sue azioni accompagnino Morn.
Intanto arriva anche Aran, il quale si prende la balestra di Morn, prima di piazzare qualche trappola ed occuparsi del campo.
A lui tocca il primo turno di guardia, seguito da Udo e da Terzo. La notte passa lenta e tranquilla. L’ultimo turno tocca ad Aslan.
Dopo circa un ora, senta dei lamenti lontani. Non di animali, ma non ne è sicuro. Forse è il vento, ma meglio essere cauti. Sveglia Terzo, poi Aslan, poi il resto del gruppo, ma è lo Skald a dare una risposta: antiche canzoni nord che non si sentono da tempo immemore. Distano una ventina di minuti, in un luogo dove pare ci siano altri tumuli.
Decidono di partire prima del previsto, senza affrontare gli stessi.
Dopo alcuni giorni riescono a tornare al villaggio da cui avevano preso le slitte.
Lo Skald si occupa di restituire slitte e cani che non servono al gruppo ed informarlo degli avvenimenti.
Il gruppo, intanto, discute degli eventi in taverna, quando una certa agitazione passa per l’intero villaggio. Pare che un uomo, apparentemente non un nord, stia chiedendo di poter entrare. Terzo pensa subito ad Argante e si precipita alle porte per verificare, altri lo seguono.
Un uomo, su una slitta di renne, con armatura della Rota è alle porte.
Non si tratta però del loro compagno, ma di un uomo della Rota.
In locanda, l’uomo si accontenta di chiedere cibo e si mette in disparte.
Sez e Terzo gli si avvicinano e cominciano a parlargli.
Vengono a sapere che Darius (il nome dell’uomo), conosce Argante. L’ultima volta stava bene, ma teme che per lui e che ormai non ci sia nulla da fare. L’ha incontrato che portava un uomo della rota, mentre lui fuggiva dal villaggio dello stregono. Gli ha parlato di loro e si scambiano informazioni su quando sta succedendo, della situazione del nord, dei non morti, dello stregone, ma anche di Tarantia e di tutto il trambusto ad Aquilonia.
Darius vorrebbe tornare a sud, ma gli eventi gli sono avversi. La situazione a Tarantia è instabile, la bocca di Imir chiusa, le terre di confine nel caos…
Sez e Terzo gli offrono di venire con loro e gli raccontano dei sigilli ed in Mitraico, Terzo gli racconta che stanno seguendo un gruppo di Nord che si orientano con dei sassi e li stanno conducendo in un disperso villaggio al nord da una Volna. Terzo non nasconde le sue perplessità, ma seppure con modi roccamboleschi, il fine pare giusto.
Darius decide di unirsi a loro.
Nel mentre Aran chiede il supporto di Aslan, per cercare il modo di scambiare la balestra di Morn con un buon arco. Aslan accetta, ma un mercante dice che tali armi son oappannaggio dei Thane. Chiedono quindi udienza allo stesso, ma è il suo tyrstein che si presenta in sua vece per contrattare con loro.
Grazie alle capacità di Aslan si accordano per un arco finemente lavorato, un arco normale e qualche freccia in cambio delle balestre e dei suoi dardi.
Riprendono il loro viaggio, ma mentre sono in viaggio, un rumore sinistro si accosta a loro.
I nervi sono tesi e tutti rimangono in assoluto silenzio. Una creatura mostruosa, alta più di 3 metri, dalle fattezze umane, ma ricoperta di sassi, licheni e muschi sfila al loro fianco.
Fortunatamente la creatura passa oltre.
Sez chiede che era quella cosa e lo skald parla di leggende e di Troll. Di certo qualcosa che è meglio lasciar andare per la sua strada.
Infine, dopo 18 giorni da quando hanno lasciato (22 dalla morte di Morn) il villaggio in cui hanno incontrato Darius, giungono in vista del villaggio dei nord.

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Bard81 Tato

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