Cronache di Hyboria

Le nebbie d'autunno: I Mastini del signore
Terzo giorno della bocca d'oro nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella gloria di Mytra

Nella pacifica Aquisterra, al mattino, viene ritrovato nei campi da Sez kawan uno straniero stremato ed in gravi condizioni. Sez lo accompagna al villaggio e lo assicura alle cure di Terzo Horatio Fidelis. Lo straniero è esausto e pare avere pochi ricordi se non che si chiama Argante e che vaga da mesi nelle terre selvagge. Lo straniero attira le attenzioni di Olin kane, un bardo itinerante da qualche giorno ad Aquisterra ed interessato a cercare una scorta che lo conduca al Nord, ad Aquisforte, dove è intenzionato a fare soldi con i suoi spettacoli di intrattenimento.

Non è ancora ora di pranzo quando giunge da est un grande battaglione di armati guidati dallo sceriffo e dall’inquisitore Angus Magnus, chiamato a risolvere alcuni misteriosi problemi avvenuti al forte. Contemporaneamente, Randal Morn, luogotenente dell’inquisizione per il nord, di recente sospeso a causa della protesta del barone del gunderland per il gran numero di esecuzioni (circa 500 in meno di 3 anni), cattura Anatolius Iantumal e decide di farlo giudicare al sommo inquisitore. A sopresa Magnus risparmia Iantumal e lo affida alle cure di Terzo Horatio Fidelis. Prima di partire il convoglio informa i citttadini di Aquisterra dell’assoluto divieto di recarsi al forte.
Alla sera il paese è in festa per la vita fatta a salva a Iantumal, ed in locanda un alticcio Otto Rudolfstein ingaggia Argante per un lavoro alla miniera d’argento. Olin Kane, preso atto dell’impossibilità di recarsi al forte ed a corto di soldi decide di unirsi a lui nell’impresa…

Punti personaggio
Argante: 5
Sez: 5
Olin: 4
Anatolius: 5
Terzo: 4

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Le nebbie d'autunno: Ombre ad Aquisterra
Quarto giorno della bocca d'oro nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella gloria di Mytra

Al mattino mentre Terzo segue Anatolius nel suo percorso di redenzione, facendolo pregare fin dalle prime luci dell’alba, Olin e Argante coinvolgono Sez nella proposta di lavoro di Otto Rudolfstein. Sez incuriosito da questi “problemi alla miniera” decide di recarsi da otto per chiarimenti. Lungo la strada i tre incontrano Anatolius e Terzo che informato dei problemi alla miniera e temendo feriti decide di unirsi assieme ad Anatolius al gruppo. Anatolius ottiene però di poter passare a casa sua per recuperare i suoi effetti. Durante questa operazione, Terzo si rende conto che jason Morrigan, un fattore vicino a Iantumal che si vocifera abbia mire su Virginia Pelivo sta guardando con malignità il miracolato Anatolius. Nel frattempo da Otto gli altri scoprono che i problemi alla miniera sono poco chiari e sono cominciati col rinvenimento e l’apertura di una struttura trovata nel sottosuolo della miniera, nelle prossimità di uno dei pozzi. Otto è nei guai in quanto è stato informato del fatto solo da una settimana (evidentemente minatori e soldati volevano spartirsi eventuali tesori) mentre il ritrovamento risale a due mesi prima ed il barone non ne è mai stato informato. Pertanto raccomanda al gruppo la massima riservatezza, ignaro che in mattinata gli stessi ne hanno già parlato apertamente in paese. Nel pomeriggio la spedizione parte e lungo la strada, nella foresta vengono ritrovati i segni di animali morti ed alberi appassiti prima del tempo. Iantumal percepisce in maniera evidente la presenza di energie magiche negative in tutta la zona. Giunti alla miniera il gruppo viene ospitato all’accampamento di minatori in attesa dei mercenari che otto doveva inviare e, sentono il racconto del ritrovamento e dei successivi incidenti che hanno terrorizzato i minatori che si rifiutano di entrare. Il capo mastro Gustav Ophir dal canto suo non può biasimarli e si è schierato dalla loro parte. Nella miniera attualmente strani rumori e strani incidenti si susseguono, motivo per cui i minatori hanno deciso di sigillare lo scavo. I soldati dal canto loro non sono in una situazione migliore… Jasper Callan, a capo del picchetto nella speranza di fare qualche soldo non ha denunciato il ritrovamento ai suoi superiori e in assenza di ordini non può rischiare la vita dei suoi uomini nella miniera. Alla fine del racconto gli eroi decidono di interrogare l’uomo che ha aperto la tomba, Arhur jager in arte faccianegra che si dice sia stato investito da una nube di oscurità che si è riversata poi nella foresta circostante. Il vecchio è stato curato alla meno peggio da un minatore di nome Claudius, le cui cure non hanno sortito alcun effetto. A distanza di due mesi l’uomo appare in uno spaventoso stato, disturbato da spasmi e lunghi deliri nei quali parla “dell’ombra”, delle catene e altre cose incomprensibili. Dopo un momento di smarrimento di fronte a tanta sofferenza, Terzo gli presta le prime cure che sembrano quantomeno tranquillizzare e rasserenare la tormentata vittima. Verso le due del pomeriggio il gruppo dopo essersi equipaggiato presso i disponibilissimi militari del luogo, scendono nella miniera e con l’aiuto di alcuni soldati rimuovono la pietra, che , vengono avvertiti risigillerà la galleria se non faranno ritorno entro un giorno. Cominciata l’esplorazione, dopo qualche incertezza dovuta al buio ed all’esigua illuminazione delle lampade, il gruppo rinviene una porta bronzea, un tempo sigillata con una grossa catena ed un glifo in terracotta colmo di rune magiche che è stato fatto a pezzi (probabilmente dallo stesso faccianera.) all’interno della stanza, la presenza del male è palpabile ed il gruppo si rende conto da alcuni affreschi che li era stato imprigionato dal signore del luogo un pericoloso demone, un tempo umano. All’interno della stanza Olin viene attratto da una pesante cassa che cerca a tutti i costi di aprire. Proprio in quel mentre due figure umanoidi si affacciano lungo il corridoio ed entrano nella stanza. Nella confusione Olin apre la cassa, ma viene investito da una polvere biancastra che spegne l’unica fonte luminosa del gruppo. Nel combattimento che ne segue, il gruppo si difende dall’aggressione di due non morti che sembrano non subire più di tanto i danni delle loro armi. La battaglia è ardua e sofferta e Sez e Olin vengono feriti dalle creature nella mischia, fino a che Terzo interviene, ponendo fine alla vita delle creature grazie a dei poderosi colpi di bastone. Rimasti soli nella stanza, mentre Terzo cura i feriti, Anatolius sottrae un libro che appare essere rilegato in pelle umana..

Punti personaggio: 6 a tutti.

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Le nebbie d'autunno: Il Sepolcro
Quarto giorno della bocca d'oro nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella gloria di Mitra

Dopo la battaglia con gli zombie, il gruppo decide di rifornirsi di lampade, torce cibo e corde per terminare in sicurezza la spedizione. Anatolius e Argante convincono il gruppo sulla necessità di non parlare di quanto accaduto e di non insospettire i soldati del picchetto. Mentre i due recuperano gli equipaggiamenti, Terzo pratica ad Olin e Sez le cure, rinvenendo che la sostanza che ha colpito in volto Olin non è polvere, ma un estratto venefico di origine vegetale che potrebbe portare Olin alla paralisi degli organi interni e conseguentemente alla morte. Pertanto, informato il bardo lo convince alla necessità di vomitare per espellere la sostanza mortale. Nel frattempo Argante e Anatolius, oltre agli equipaggiamenti convincono jasper Kallan a lasciar loro più tempo nell’esplorazione. Il soldato accetta, ma invia 3 soldati a sorvegliare la porta, con l’ordine di sigillarla in caso di pericolo o rumori terribilmente sospetti. Dopo un breve consulto, il gruppo informato da Terzo sulle condizioni del Bardo decide comunque di proseguire, ignorando la problematica. Coraggiosamente Olin non oppone resistenza e decide di rimanere col gruppo anche se è a rischio di morte. Il gruppo comincia con l’esplorazione delle altre stanze, rinvenendo la guardiola delle prigioni (dalle quali Argante preleva un set di antichi dadi d’osso e una scatola lignea – ancora non aperta, mentre Olin un mazzo di chiavi successivamente cedute a Anatolius), e l’armeria (dove sez preleva un’antica armatura in cuoio in buono stato ed uno scudo bronzeo). Mentre controllano le stanze, si rendono conto del pessimo stato del soffitto e di ripetuti micro cedimenti nella volta argillosa. Il gruppo prosegue, rinvenendo un corridoio in mezzo al quale si trova una porta, sulla quale è dipinta una schiena afflitta. Sez tuttavia sente un sinistro scricchiolio provenire dall’interno e nonostante un attimo di incertezza di Olin, il gruppo preferisce non aprirla. La successiva stanza, invece, un piccolo atrio spiega la causa dei cedimenti. Una pianta rampicante del sottosuolo, terribilmente alterata dall’energia negativa sta stritolando una colonna portante dei sotterranei. La pianta pare animata e pericolosa fin da subito. Sez tenta comunque di approcciare alla pianta la quale lo avvinghia in un mortale abbraccio di spine che fin da subito tentano di penetrarne l’armatura in cerca della carne. Il combattimento si protrae a lungo e lascia incapaci di agire per lungo tempo Argante, Olin e Terzo. In un disperato tentativo di liberare Sez, anche Anatolius viene preso dalla pianta riportando ferite così gravi da farlo svenire per lo shock. Preso da panico anche Argante cerca di aiutare i compagni, peggiorando la situazione. Alla fine Olin grazie ad una bomba incendiaria a base di olio per lanterna (-1 litro) riesce a far prender fuoco alla pianta ed a portare in salvo Anatolius svenuto in mezzo alla stanza. Fortunatamente la pianta muore in poco tempo, ma contorcendosi e fa crollare la loro via d’uscita ed il crollo presumibilmente fa si che le guardie ri sigillino l’entrata al complesso. Nonostante l’azione eroica, è proprio Olin a cadere nel panico quando la volta crolla, rivelando i suoi problemi di claustrofobia. Mentre terzo fa riprendere Anatolius, Sez cerca di calmare Olin, senza però riuscire a mascherare il suo pessimismo. Liberato l’atrio, disponendo ancora di 2 porte ed una scala, il gruppo tenta di capire da che parte andare. Una delle porte, mette in allarme un provato Sez che avverte un rumore di vetri rotti provenire dall’interno. Il gruppo decide dapprima di salire le scale, che portano ad un livello superiore (circa 10 metri sopra) dove si trovano una cantina , un magazzino colmo di cibo putrescente ed un corridoio che termina in una massiccia porta ferrea. Constatato che il gruppo non possiede le chiavi per aprirla, decidono di ridiscendere le scale alla ricerca di altre vie. L’ultima porta li conduce in un corridoio sicuro, da dove entrano in una stanza contenente 3 scheletri, coincidente con la porta dipinta che non si erano fidati ad aprire. Il combattimento è lungo a causa della velocità delle creature, ma il gruppo riesce ad averne la meglio. Terzo e Olin abbattono uno scheletro dopo un sofferto combattimento, Mentre Argante, in preda ad una sorta di frenesia rabbiosa riesce ad aver la meglio sugli altri due, precedentemente colpiti da Sez.

Punti personaggio
Argante: 3
Sez: 4
Olin: 5
Anatolius: 5
Terzo: 3

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Le nebbie d'autunno: Andata e Ritorno
Dal quinto giorno della bocca d'oro all'undicesimo dello scorpione nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella luce di Mitra

La situazione precipita nelle rovine, ed il gruppo è costretto a combattere con un mostruoso occhio gigante il cui sguardo porta alla morte. Nel combattimento l’occhio accecato da una freccia infuocata, distrugge parte dei muri portanti del complesso. Scampati alla distruzione delle rovine sotterranee, Sez e compagni assistono alla morte di Jasper Callan accusato di aver disatteso il suo ruolo di ufficiale. Apprendono dell’arresto di Otto e del fatto che ad Aquisforte la presenza fuoriuscita dalla tomba ha attirato l’interesse dell’inquisitore. Informato dal gruppo di ciò che è accaduto al di sotto della tomba e dalla presenza di creature sovrannaturali, lo sceriffo Cadmon parte ad informare il Barone Von Kalsper dell’accaduto, affidando al gruppo la missione segreta di informare il sommo inquisitore delle loro scoperte.
Giunti ad Aquisforte e riferito all’inquisitore Sir Von Roth, capitano della guarnigione ordina a Sez di portare un codice “drago rosso” alla XXI legione e di richiamarla a Galparan. Nel frattempo Magnus premia Terzo istruendolo sulla prima delle sette verità. Durante la loro permanenza al forte, incontrano una carovana di mercanti Zingariani diretti a Sud e Argante baratta la sua collana per una chiavata con una schiava. Tornati assieme agli zingariani ad Aquisterra, Argante scopre che Serpico si dovrebbe proprio trovare li e decide di partire assieme a Sez, mentre Terzo decide che il viaggio sarà un pellegrinaggio perfetto per far espiare ad Anatolius i suoi peccati. Avventuriero di chiara fama, anche Olin Kane decide di far parte della spedizione, deciso a fare affari nelle locande del sud. Quest’ultimo, nascosto un tomo di negromanzia trafugato dalla tomba parte assieme agli altri.

Lungo il cammino ai confini fra la provincia del Gunderland e quella del Tanasul, si fermano presso un piccolo villaggio adagiato ai piedi di un antica abazia Alessandrina. Qui scoprono che ultimamente vi sono stati diversi rapimenti di bambini e che i sacerdoti non prestano alcun ascolto alla popolazione. Infastidito da questo strano atteggiamento, Terzo decide di salire all’abazia per trovare spiegazioni. Le indagini del gruppo ed un atteggiamento piuttosto poco diplomatico di Sez portano alla terribile scoperta che l’abazia è stata presa da un gruppo di adoratori di Set sotto mentite spoglie. Tramite sacrifici umani terribili stanno cercando il potere di aprire “La Porta del Sole” una sorta di cassaforte che pare contenere molti tomi magici confiscati dall’inquisitore. In maniera quasi rocambolesca il gruppo riesce a fuggire dall’abazia e ad informare i cittadini del villaggio che inferociti e guidati da Sez decidono di attaccare l’abazia. I cultisti però sono nel frattempo fuggiti e la battaglia finisce male per i cittadini costretti a ripiegare di fronte a due soldati stigiani altamente addestrati che si danno anch’essi alla fuga. Terzo apprende che per distruggere il tomo di Anatolius è necessario restituire alla terra le energie magiche da essa rubate.

Il viaggio prosegue fino a Grayrock dove i PG informano le autorità dei cultisti in fuga. Qui apprendono anche che Olin Kane è ricercato con una taglia di 30 piastre d’oro nei dintorni di Castria. Per quanto la taglia non valga a Greyrock cautamente Olin decide di permanere nella foresta fuori dalla città, ma proprio nella foresta incautamente ferma un carro di mercenari scambiati per mercanti d’armi. I mercenari dopo un lungo inseguimento riescono a catturarlo. Fortunatamente per Olin, una generosa donazione da parte di Sez e Anatolius pagata ai mercenari permette di liberare Olin facendolo scampare ad una morte orrenda.

Attraversato il distretto di Grayrock il gruppo si divide. Terzo convince Sez e Anatolius a recarsi a Castria, mentre Argante accompagna Olin che per evitare la temuta città è costretto a prendere la via dei monti e ad avvicinarsi alla rocca di Ravengard. A Castria Sez scopre il terribile razzismo della città nei confronti dei Gunderman. La situazione è accuita dal fatto che la mancanza di un imperatore impedisce di fatto la vigilanza sulle leggi imperiali sull’uguaglianza dei cittadini delle province. Costretti per una sola notte nella rocca, i nervi di Sez sono fortemente messi sotto pressione. Fortunatamente Sez riesce a reprimere la sua proverbiale ira e ad uscirne vivo. Durante la serata fanno la conoscenza di una spia del Barone del Gunderland ed apprendono che Kane è accusatso di aver stuprato la contessa, moglie di Teodosio di Manferrata, signore di Castria. La notizia li lascia decisamente interdetti e Terzo inizia a porsi dei dubbi sulla bontà d’animo di Kane. Scoprono inoltre che Teodosio di Manferrata abbia almeno un altro motivo per odiare i Gunderman. Si dice che durante un torneo il padre dello sceriffo abbia tentato di ucciderlo barando ad un torneo imperiale fra cavalieri. Diverse miglia ad est, Argante e Olin si perdono fra gli intricati sentieri di montagna, sconfinando quasi in terre Nemediane. Mentre gli altri riposano seppur turbati nei loro letti, i due si rendono conto di essere seguiti e braccati da uomini selvaggi delle montagne. Durante la fuga Argante cade lungo una pietraia ferendosi il polso. Quando sembrano oramai perduti, una pattuglia di soldati di Ravenguard mette in fuga gli aggressori e cattura i due per accertamenti. Durante l’interrogatorio condotto dal Generale Massimo Valerio Vinicius i nervi di Olin, riconosciuto come ricercato saltano costringendo il bardo a rivelare ciò che sa pur di salvarsi. Così a Ravenguard si viene a conoscenza del fatto che la XXI legione verrà richiamata al nord. Il bardo inoltre informa di un esercito Nemediano che dovrebbe attaccare proprio il Gunderland.. In questo frangente Olin preso dall’agitazione confonde Nemedia con i Regni di confine e mettendo in grande allarme il generale che fa rilasciare i due ma intima a Kane (che dichiara di essere uomo fidato di Cadmon) a richiamare lo sceriffo a Ravenguard, di fatto creando un incidente diplomatico. Scortati dai soldati di Ravenguard i due raggiungono una locanda di via fuori dal territorio di Castria dove si rincontrano con gli altri. Appreso dell’enorme pasticcio Sez va su tutte le furie con Olin che ha messo in pericolo l’intera spedizione e rivelato informazioni riservate. Il gruppo decide comunque di correre dalla XXI legione il più presto possibile per poi rientrare nel Gunderland passando da Ravenguard a chiarire il terribile errore. Usciti dal Tanasul, mentre procedono verso Tarantia il gruppo apprende di una rivolta nella capitale dei fornai e degli artigiani, a causa di un considerevole aumento della tassa sul commercio di recente introdotto dal vice Re (ex consigliere dell’imperatore e governatore di Tarantia in carica).

Raggiunta finalmente la tredicesima legione il gruppo fa la conoscenza di Mordred il leggendario comandante Cimmero che la guida. Mordred appare perplsesso sul da farsi, nonostante intenda rispettare l’ordine del barone. Infatti il cimmero rivela che durante la notte il Vice Re è stato assassinato e che nella capitale la situazione è precipitata. Benchè l’ordine del Barone sia chiaro, Mordred è convinto che se il Barone fosse a conoscenza della situazione nella città gli ordinerebbe di restare a riportare l’ordine. Dopo un lungo colloquio, anche Sez si convince della cosa ed accetta di mettere la sua spada a disposizione di Mordred. Durante la sera, Argante e Serpico hanno modo di rincontrarsi e quest’ultimo rivela ad Argante di averlo messo in salvo in una grotta per evitargli l’arresto. Il mattino seguente, dopo una lunga tensione fra Mordred ed i rivoltosi alle porte di Tarantia, Mordred riesce ad entrare con un espediente, ed ordina alla legione di riprendere il controllo della città e di aiutare i civili. Mentre Argante, Anatolius e Terzo e Olin si occupano di aiutare i feriti Sez alla testa di un centinaio di uomini, fa sgombrare la strada principale della capitale con l’ordine di fare da avanguardia per permettere alle guarnigioni dei Dragoni Neri ed alla Terza Legione di riprendere il controllo della città. Durante questa complicata operazione riesce anche a soccorrere il conte di Roccabruna (una contrada del Poitain) che in visita alla capitale presso il suo palazzo residenziale rischiava il linciaggio da parte della folla rivoltosa. Mentre i mercenari e Sez completano l’opera, Anatolius, Argante, Olin e Terzo cadono vittima di un sonno profondo in un vicolo dopo l’incontro con un misterioso mendicante. Ripresi dal sonno, è lo stesso mendicante ad informarli delle pericolose esalazioni provenienti dalla rete fognaria. In realtà il sonno magico in cui sono caduti è dovuto a Bremen un mago del circolo del quadrato Bianco che ha riconosciuto il potere di Anatolius, il quale Informato della presenza di un gruppo di maghi che lottano per il ritorno alla pratica della magia decide di unirsi a loro. Raggiunta la base dei rivoltosi, mentre praticano cure e soccorsi apprendono che il generale della terza legione a seguito della morte del Vice Re e del proseguire dei tumulti ha dato ordine di tirare sulla popolazione, come testimoniano diverse frecce e feriti nella zona del porto fluviale.

Alla sera la città torna sotto il controllo delle truppe e la legione si accampa nella zona precedentemente occupata dai rivoltosi. Messaggi concilianti arrivano da Tarantia vecchia che preannunciano importanti novità. A sera tarda dei messaggeri informano la popolazione che le porte di Tarantia vecchia verranno aperte per un importante annuncio del sommo sacerdote. Il giorno seguente all’alba avviene l’incoronazione pro tempore dell’imperatrice Claudia che promette di riportare in ordine la città e l’intera Aquilonia. L’incoronazione pur con molte perplessità riporta fiducia nella popolazione che si prepara ai festeggiamenti. Nel pomeriggio Sez torna dal conte di Roccabruna che lo ricompensa del suo aiuto con un omaggio di 500 uomini da portare al Barone. Terzo nel frattempo viene ordinato custode per i suoi meriti. Anatolius e Terzo decidono di seppellire il libro di Anatolius presso un convento di Claudiani al fine di distruggerlo e finalmente Anatolius si libera della sua toga da penitente. A seguito di questo Anatolius trovato un gioielliere scopre che la pietra trafugata nelle miniere ha un valore inestimabile e che gli ultimi cristalli simili erano in possesso dell’accademia di magia oramai distrutta. Olin e Argante decidono di passare la sera divertendosi ad una sala scommesse, un circolo noto come Camonna Tong (ignari che si tratti di una congrega di assassini) e durante la serata Olin per 5 volte bara in maniera plateale. A seguito di questo comportamento viene portato in una stanza appartata. Qui fa la conoscenza di un individuo dalla maschera rossa conosciuto comemaschera di sangue che gli ordina di rubare qualcosa per lui al barone del Gunderland (senza precisare cosa). L’uomo minaccia Olin di uccidere lui e tutti i suoi compagni se rifiuterà di farlo. Tornato da Argante decisamente più pallido, i due vengono accompagnati gentilmente fuori dalla sala scommesse. Tornati a ricongiungersi al resto del gruppo, appreso del nome della sala scommesse, Terzo informa il gruppo del terribile pericolo corso da Olin, il che fa nuovamente andare su tutte le furie Sez. Dopo aver torchiato il compagno, apprendono che il bardo deve un piccolo favore a quegli individui ma che non riguarda loro. Durante la notte Anatolius chiede ad Argante di trafugare il libro sepolto nel giardino del monastero Claudiano in cambio della cancellazione di parte dei suoi debiti. Dopo una serie di trattative il bardo cede. Il tentativo di furto di Olin viene però sventato da un cane che allarma i soldati del monastero, Olin riesce a fuggire, ma durante la fuga incontra Nefertiti membra della Camonna Tong, inviata di Maschera di Sangue che minacciandolo con un pugnale gli ricorda l’importanza della sua missione e lo informa che maschera di Sangue sa del diamante di Anatolius.

Con un giorno di anticipo sulla XXI legione il gruppo riparte alla volta di Ravenguard. Giunti al di fuori dei territori di Castria, ai limiti della contea di Karaban, il gruppo incontra i 500 soldati promessi da Ophelius di Poitain, conte di Roccabruna e Sez ne prende il comando. Milos, soldato a capo della guarnigione ed ex combattente delle guerre di stigia avverte il gruppo di un misterioso cavaliere che li sta seguendo a debita distanza. Sez ordina allora ad un gruppo di soldati di catturare l’inseguitore. Alla sera i soldati riportano al bivacco un cavallo Stigiano, con bisacce piene di cibo. Terzo avverte tuttavia un odore di spezie e incensi all’interno della bisaccia. Il cavaliere ha abbandonato il cavallo ed i soldati hanno perso tempo ad inseguire la bestia mentre il cavaliere ha avuto modo di continuare a seguirli. In effetti Nefertiti, capita la direzione del gruppo decide di anticiparli a Ravenguard.

Alla fortezza apprendono che la situazione è precipitata e che il generale ha fatto richiamare in città l’ambasciatore di Nemedia e lo sceriffo Cadmon. Compreso che è oramai tardi per riparare al danno, tentano comunque di ottenere un’ udienza presso il generale prima del suo colloquio con l’ambasciatore. Dopo molte pressioni, Sez riesce nell’impresa e poco prima della cena di stato riesce a riferire a Giovis, l’apotecario della fortezza dell’errore di Olin. Nel frattempo Nefertiti osserva il gruppo da distanza, sempre più convincendosi dell’importanza dei membri del gruppo, addirittura invitati a cena dal generale. La cena trascorre tranquilla, anche se l’ambasciatore di Nemedia appare incuriosito dal gruppo e cerca di estirpare qualche informazione sulla situazione del Nord. Non appena si ritira ad ogni modo Cadmon ordina a Sez di catturare Olin e di portarlo al giudizio del Barone del Gunderland a causa del suo tradimento. Durante la serata il generale su suggerimento di Giovis promette a Cadmon di dimenticarsi del pessimo accadimento, ma in cambio chiede ed ottiene di trattenere Anatolius. L’ apotecario si rivelerà poi essere un mago dell’ordine del quadrato bianco. Sez e gli altri finita la cena tornano alla locanda e legano di forza Kane per evitare che fugga. Alla sera si rincorrono voci che dicono che Aquisforte regge ancora, ma che la valle è stata contaminata da una piaga che ha reso necessaria l’evacuazione della valle dell’ aquila. Parte degli edifici di Aquisterra sono stati distrutti per rifornire il forte di materiali per approntare le difese. Si dice inoltre che Angus Magnus abbia abbandonato il forte e che non se ne abbiano più notizie da due settimane, mentre Randal Morn sta rientrando nella capitale. Mentre a Ravenguard tutti sono già informati dell’incoronazione dell’imperatrice Claudia, pare che i soldati del Gunderland al seguito dello sceriffo non ne sappiano nulla. Alla sera Nefertiti visto Olin legato decide di entrare alla locanda dove alloggia il gruppo, flirtando con Argante e legando con lui. Il giorno successivo si rende conto che Olin è stato legato e cerca invano di comunicare con lui. Il bardo accortosi della sua presenza, da fuoco alla sua stanza scatenando un incendio, costringendo Sez a liberarlo. Nell’incendio un bambino resta ferito e mentre tutti sono impegnati a curarlo Nefertiti rivela ad Olin che l’oggetto da rubare è la corona del gunderland. Scoperta la stigiana Sez la accusa di essere la loro inseguitrice, ma Nefertiti nega spacciandosi per una mercante decisa ad aprire un bordello a Nord. Grazie all’appoggio di Argante e Kane, vagamente infatuati di lei ottiene anche di seguire il gruppo. Pur contrario Terzo convince Sez che è meglio tenerla vicino che alle spalle e a malincuore Sez, dopo averla fatta pregare Mitra, ne conviene. Il gruppo riparte per Galparan il giorno seguente. Dopo altre tre settimane di cammino, abbandonando Anatolius il gruppo raggiunge Galparan.

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Le nebbie d'autunno: Il Giudizio del Gunderland
Undicesimo - Dodicesimo giorno dello scorpione nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella gloria di Mitra

Raggiunta Galparan alla sera il gruppo scopre che tutto l’esercito del nord ha risposto alla chiamata alle armi del Barone. La ventunesima legione ha anch’essa raggiunto Galparan in anticipo sul gruppo per via della deviazione a Ravenguard.
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Al mattino il gruppo entra in città per consegnare al barone gli uomini del conte di Roccabruna ed Olin che viene processato dal Barone presso la Sala dei Ricordi ( vedere la nota su Galparan )per i suoi crimini. Sez durante il processo viene insignito del titolo di vero Gunderman per la sua lealtà ed entra a far parte di coloro che hanno voce in capitolo nella politica del Gunderland. Dopo aver spiegato ad Olin del pericolo nel rivelare certe informazioni al nemico, decide di non giustiziare il bardo per altro tradimento, ma di inviarlo nei Regni di confine alla ricerca dell’inquisitore, che viene confermato da Von Roth è sparito da oramai più di tre settimane oltre i confini di Aquisforte. Il barone spiega che proprio lui ha spinto per provocazione l’inquisitore ad uscire da Aquilonia, ma contro ogni sua previsione il cavaliere ha raccolto la sfida. Per una questione di onore il Barone vuole pertanto ritrovarlo e riportarlo ad Aquilonia. Sez viene invitato ad andare con Olin ed il Barone fa in modo che anche Terzo e Argante lo possano seguire, facendo pressione sul clero. Sez viene anche informato del motivo della chiamata alle armi: Il barone intende occupare i Regni di Confine per liberarli dalla malvagia presenza che minaccia il Gunderland. Alla stessa tavolata si scopre anche che il Barone non ha simpatia per la nuova imperatrice. Nel frattempo in città la corona di ferro del Gunderland viene rubata. Nefertiti è convinta che Olin abbia portato a compimento il piano e che il Bardo sia riuscito a sottrarla. Lo stesso Olin disperato finge di averla rubata. Nel frattempo si scopre che in città molte copie di infima fattura della corona sono state distribuite come souvenir a cittadini e mercanti, rendendone la ricerca un incubo. Kawan sospetta di Nefertiti ed ottiene di farla perquisire da Cadmon che però rivela solo un cofanetto sigillato e degli arnesi da scasso. La ragazza si giustifica dicendo di averli comprati per poter aprire lo scrigno di cui ha perso la chiave. Lo sceriffo porta il gruppo a visionare la stanza del furto dove scoprono che i soldati sono stati narcotizzati col cloroformio. Nonostante la stanza non fosse straordinariamente difesa, Cadmon spiega che solo diplomatici e nobili in visita, membri della famiglia del Barone ed esattori imperiali conoscevano l’ubicazione delle stanze del tesoro di Galparan all’interno dell’enorme palazzo e che entrare era tutt’altro che semplice. Lo sceriffo sospetta di una mossa politica per evitare che il Barone possa esprimere un voto durante la cerimonia del giuramento di fedeltà alla nuova imperatrice, in virtù di un cavillo nel trattato che mette la corona di ferro al centro del possesso del Gunderland. Alla sera Nefertiti scoperto l’inganno di Olin dopo averlo avvelenato e salvato si rende conto che la corona potrebbe essere caduta in mano ad una gilda rivale alla Camonna Tong. Al mattino Sez e compagni devono partire, ma i soldati dello sceriffo hanno catturato uno dei ladri che, torturato indica che i ladri hanno abbandonato la città diretti verso Nemedia. Ovviamente la missione affidata a Cadmon e Olin di recuperare l’inquisitore resta primaria, ma lo sceriffo chiede loro anche di bloccare i ladri se si imbattessero sulla loro strada. Dopo un rapido consulto e a seguito di alcuni fatti della sera prima (l’avvelenamento di Olin su tutti) Sez decide di abbandonare Nefertiti escludendola dal gruppo.

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Le nebbie d'autunno: L'inverno sta arrivando
Dal tredicesimo al sedicesimo giorno dello scorpione nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella gloria di Mitra

Nefertiti regala al gruppo cortesi velate minacce prima di essere abbandonata. Mentre il gruppo parte attraersando Il Gunderland per raggiungere Aquisforte, lungo la strada vengono raccolti indizi per seguire i Nemediani in fuga sulla corona. Frattanto Anatolius viene inviato da Giovis a cercare la spiegazione sul perché i barbari sempre più spesso attaccano i villaggi montani circostanti. Ad affiancarlo nell’impresa quattro uomini senza insegne guidati dall’intrepida guida Kett Brian. Durante la loro esplorazione rinvengono dapprima il cadavere di un barbaro Gunderman distante molte miglia dalle sue terre e con gli stivali consumati e logori. Brian fa tornare due uomini a riferire a Ravenguard e chiede di inviarne altri alle pendici del Golamira per il rientro a casa. Restano nella spedizione solo Brian, Anatolius ed un altro soldato esposti ai pericoli e alle interperie di quelle vette.

Gli altri durante il loro viaggio ( e seguiti da Nefertiti che ha recuperato un cavallo veloce) il gruppo approfitta per la notte dell’ospitalità Gunderlandiana e fanno la conoscenza di Mattias, un vecchio che pare conoscere Argante, anche se il giovane non ricorda. Durante la sera un inquieto Olin sente degli strani rumori provenire dalla cantina.Insistentemente Olin a più riprese cerca di ficcare il naso nella cantina, mentre dal piano di sopra Nefertiti vede qualcuno segnalare con una lampada alla casa di fronte. Poco dopo uomini armati escono e Terzo ne avverte le ombre. La situazione degrada ulteriormente quando Olin apre la porta della cantina visto dagli uomini che fanno irruzione armata. Nefertiti scocca e ne uccide subito uno, gli altri irrompono dall’esterno e dalla cantina, mentre dalle scale scende anche Mattias con una balestra. La colluttazione per fortuna è breve e lo stesso Mattias la interrompe. Nel frattempo Nefertiti centra un altro bersaglio con frecce avvelenate. Terzo prova a curarlo ma è troppo tardi. Il gruppo scopre che si trovano in una casa di falsari e ricettatori, ma vista l’impellenza della missione decidono di chiudere due occhi e passano oltre, fra la preoccupazione di Terzo e Sez che sanno di avere la Stigiana alle spalle. A questo proposito Sez ordina ad Argante di preparare un imboscata per ucciderla. Terzo riesce a mediare uccidere in catturare.

Sulle montagne Anatolius e Kett trovano dei profughi di Atzel che sembrano completamente privi di ogni emozione umana.. Loro raccontano di essere scampati da Atzel dove i morti hanno cominciato ad alzarsi. Voci dicono che i Nemediani e gli Aquiloniani abbiano chiuso le frontiere e che questi disperati vagano alla ricerca di aiuti. Anatolius decide di portare i profughi con loro a Ravenguard, ma sulla strada per le pendici del golamira incontrano un gruppo di uomini scimmia. Kett ed il soldato combattono con valore, anche se il soldato muore nella battaglia. Anatolius, in disparte a proteggere i profughi non si accorge dell’arrivo di una scimmia alle sue spalle che cerca di stritolarlo. Costretto ad usare la magia, ammantandosi di fuoco, incenerisce il mostro rapidamente, ma poi cade svenuto.

Nel frattempo mentre Argante aspetta un luogo adeguato per preparare controvoglia la sua imboscata ad un crocevia trovano una gabbia contenente tre uomini che mostrano segni di una strana malattia simile alla zombificazione. Terzo grazie ad un esorcismo riesce a curarne parzialmente uno, mentre Sez termina gli altri interrompendo le loro sofferenze.

Giunti alla locanda di via dopo aver parlato con gli uomini che hanno posto in arresto i tre scoprono che 4 cavalieri Nemediani hanno preso tutti i cavalli e che si dirigevano a sud di gran fretta. Seguendo le loro piste, il gruppo raggiunge una tenuta di un fattore che spiega loro che i “mercanti nemediani” hanno lasciato un carico di corone in ferro invendute in cambio di ospitalità. Mentre Sez e terzo indagano Argante tende la sua trappola a Nefertiti e l’imboscata riesce, ma la stigiana, grazie al potere della .. del suo fascino convince Argante a non rivelare agli altri la sua presenza. Sez nel frattempo decide di tentare l’inseguimento dei banditi, pur consapevole che la cosa li porta fuori rotta da Aquisforte e che il tempo stringe. Argante, nel frattempo rientrato decide di dopare i cavalli per tentare l’inseguimento.

Sulle montagne nel frattempo Kett e Anatolius raggiungono incolumi la valle del Golamira con i profughi e fanno ritorno alla fortezza. Giovis colpito dall’esito della missione decide di inviare Anatolius a studiare la piaga della valle dell’aquila. Anatolius chiede a Giovis di poter entrare in possesso di una pietra del potere, le quali però sono andate perdute con l’accademia. Anatolius però possiede una rara gemma di purcristallo e Giovis promette di incantarla per lui. Kett inizia a organizzare la spedizione, ma il divieto del barone di accedere alla valle dell’aquila, unito alle voci sulla maledizione, scoraggia i mercenari di Ravenguard.

L’inseguimento di Sez e compagni si rivela subito macchiato dalla cattiva sorte. Terzo cade da cavallo, mentre Olin nel tentativo di recuperare il cavallo del sacerdote cade dal suo ferendosi. Argante e Sez continuano a cavalcare e dopo un ora vedono i Nemediani. Tre di loro però vedendosi inseguiti si voltano e affrontano i due nella piana. Nefertiti nel frattempo viene informata della sua nuova missione divina e raggiunti Argante e Terzo, e convince i due a permettergli di aiutare Sez. Durante il combattimento Sez ferisce uno dei cavalieri, ma Argante pur combattendo da leone cade da cavallo. I Nemediani tentano la fuga, ma Sez li rincorre. Quello da lui ferito che viene sbalzato da cavallo, e Sez prosegue all a caccia degli altri due, ma purtroppo il suo cavallo cade stremato. Argante e Nefertiti cerca no di domare il Nemediano catturato, ma i un impeto finale tenta di attaccare Sez e Nefertiti lo colpisce con un colpo di balestra facendolo cadere incosciente. Ogni tentativo di Sez di rianimarlo risulta vano e l’uomo spira senza dire nulla. Sez si altera, ma alla fine di una discussione Nefertiti spiega di essere una sacerdotessa di Ibis con una missione comune alla loro ed ottiene di entrare nel gruppo alle regole di Sez…

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Verso Aquisforte

Proseguono il viaggio verso Aquisforte.
Più a nord, passano per un paesino, in cui hanno un’inquietante visione. Un contadino, il cui corpo è ormai parzialmente decomposto, sta lavorando il suo campo e si ferma per un cordiale cenno di saluto al gruppetto, prima di ritrasformarsi in cenere. Giunti alle prime case del villaggio, comincia una pioggia/nevicata (??) nera. Nefertiti è la più allarmata, ma tutti concordano di non soffermarsi troppo ad osservarla e si mettono al riparo al più presto, temendo il peggio dalla stessa.
Terminato il maltempo ed osservando la neve svanire con difficoltà, proseguono il viaggio in quelle terre ormai buie.
Incontrano parecchi tumuli, evidentemente creati in fretta e piuttosto inusuali per il luogo. Il loro numero, inoltre è preoccupante. Mentre osservano i tumuli, prima di affrontare la salita finale, incontrano un gruppo di poveri cristi, che li ferma con aria minacciosa. Non chiedono oro, ma cavalli, per trasportare il compagno ferito e “contaminato”. Terzo insiste che i cavalli sono vitali, non solo per loro, ma riesce ad accordarsi per tentare una cura. Il compagno è stato ferito ad una gamba, ferita però che appare nera e tumefatta, come contaminata. Terzo dichiara che l’unico modo per salvarlo è tentare un’amputazione, ma non si era mai spinto a tanto e non poteva garantire nulla. Aiutato dai compagni, decide di affrontare l’operazione. Pur con qualche difficoltà ed un emorragia imprevista, riesce nel compito. Intanto Sez osserva i malcapitati e si accorge essere sicuramente malviventi che hanno tentato una sortita ad Aquisforte. Terzo minimizza. I malviventi, inaspettatamente, fanno dono di poche monete al Sacerdote.

Più avanti hanno anche un incontro con un branco di lupi. La strada per Aquisforte è decisamente meno sicura di un tempo. Il gruppo riesce a sfuggire, pur rischiando grosso, soprattutto Terzo.
Giunti al forte, vengono inizialmente accolti con estrema diffidenza, ma successivamente curati e rifocillati. La situazione è grave.

Ad Aquisforte

Nel forte regna lo sconforto.
Non morti arrivano da nord, sfollati giungono da ogni dove, provviste e notizie non si hanno da parecchio tempo. Il forte rischia di cadere.
Cercano di sollevare il morale, avvisando che il Barone sta arrivando da sud con rinforzi e vettovaglie. È solo questione di tempo, ma la strada è difficoltosa.
Terzo vorrebbe avere consiglio da qualche superiore e chiede al comandante in carica se è presente qualche sacerdote. L’unico rimasto è un sacerdote come era lui fino a poco tempo fa. Senza alcuna verità e sconfortato dallo stato delle cose. Lo encomia per il suo lavoro e decide così di aiutarlo a far ritrovare il coraggio e la fede ai soldati, con un discorso che riesce piuttosto bene. Nel mentre il resto del gruppo cerca di raccoglie informazioni e vettovaglie. Magnus ha lasciato il forte con alcuni dei suoi da ormai tre settimane, mentre il generale è sceso a sud.
Il gruppo decide di esaminare le stanze dell’Inquisitore.
La porta è chiusa a chiave e la stessa è nelle mani dell’inquisitore. Il comandante tergiversa e non vuole avere nulla a che fare. L’irruenza di Sez ovvia al problema con una poderosa spallata. Sfondata la porta, cercano nella stanza in cui rinvengono un paio di lettere ed un libro di demonologie. Argante vorrebbe trafugare alcune monete, ma poi si ravvede, complice una misteriosa polvere bianca sulle stesse. Terzo, lette con timore reverenziale le lettere assieme a Nefertiti, lascia che questa trascriva alcune parti fondamentali in stigiano su una pergamena a parte. Pergamente che Terzo conserverà. Infine Terzo decide di sigillare le lettere e consegnarle al comandante in carica, con l’ordine di consegnarle solo al Sommo Inquisitore o un suo superiore (in pratica solo il Sommo Sacerdote) e proteggerle con la vita o bruciarle piuttosto che cadano nelle mani sbagliate.
Fanno dunque i preparativi. Sez si occupa delle vettovaglie e chiede di poter avere uno dei segugi del forte, mentre Terzo, fortunatamente, riesce a recuperare un kit per trattare le erbe e trarne medicinali.

Anatolius & Co.
Anatolius e Brian molte miglia a sud si muovono fra le piste di montagna per raggiungere Alkarion, ma si perdono. Ritrovata la strada scorgono una ragazza che pare essere in grave difficoltà e prigioniera e la liberano. Scopriranno poi che la ragazza è la principessa Stefanya deposta dal suo trono. Mentre scendono la montagna sono travolti da una slavina che li porta a valle con violenza.
Anatolius è gravemente ferito, mentre Brian è disperso. Stefanya appare illesa e nonostante la disperazione di Anatolius per aver perso la sua guida, lo convince a raggiungere il villaggio di Querciantica per ricevere cure.

Anatolius sospetta che qualcosa abbia attutito la sua caduta.
Durante la permanenza a Querciantica la principessa spiega di essere immortale a causa di una maledizione lanciatagli da una strega e di portare sciagura a chi gli sta attorno.
Anatolius appare molto scettico e il giorno seguente tornano sul luogo della sciagura. Grazie ai suoi incantesimi il mago riesce a cercare oro nelle vicinanze ( brian ne aveva una sacca piena per ingaggiare mercenari ) e trova una moneta aquiloniana e segni di trascinamento che conducono verso la strada per Alkarion (la città da cui Stefanya è stata deposta)
Mentre Anatolius giunge ad Alkarion.

L’indomani partono verso nord. Il viaggio prosegue tranquillo fino a sera, quando decidono di accamparsi. Argante avvista un gruppo di uomini in mezzo alla tormenta che nel mentre si è alzata. Avvisa gli altri, che con timore verificano di chi si tratta. Alla fine si rivela essere nulla più di un gruppetto di profughi allo sbando. Le loro condizioni sono pietose. Non hanno più cibo né acqua, i loro vestiti sono assolutamente inadeguati e tra di loro c’è una donna con un bambino troppo piccolo per potercela fare. Vengono comunque accolti e scaldati al fuoco, presi sotto le cure di Terzo ed ospitati alla meglio per la notte. L’indomani si dividono, ma vengono avvisati che al forte potrebbero non avere un accoglienza altrettanto favorevole.
La notte, Terzo si ritrova da solo al passo, immerso nella neve. Nessun rumore. D’improvviso, tra la nebbia, fa la sua comparsa una figura inquietante. Terzo è immobilizzato. Un enorme toro lo sta caricando. Il suo corpo è enorme, ma è più una carcassa che un corpo, ormai ed i suoi occhi ardono come le braci di una fornace. Terzo è nel panico, ma non riesce a muoversi. Il toro lo raggiunge e lo trapassa, mentre a Terzo sembra che non siano solo le sue carni, ma anche la sua anima ad essere trapassate. Con urlo si risveglia ed il gruppo accorre. Tra il sudore, nonostante il freddo, Terzo cerca di rilassarsi e racconta il sogno. Atzel è la possibile meta ed il suo vessillo è proprio un toro rosso. La cosa inquieta non poco Terzo, che appare spaventato, mettendo in allarme tutto il gruppo, soprattutto Argante, alquanto suscettibile a tali cose.
Superato il passo, si apprestano a scendere. Giunti alla bocca di Ymir, in cui un antico ponte porta ad un apertura gigantesca, scolpita nella roccia come un enorme viso, fanno lo spiacevole incontro con un gruppo di uomini scimmia. Riescono a malapena a tenergli testa, ma poi questi si ritirano. Dei sussulti e dei boati sembrano provenire dall’alto. Olin è ferito ed il gruppo si appresta a portarsi in un luogo sicuro prima del disastro. Solo qui Olin viene curato, ma Terzo, affaticato, non riesce nell’intendo, slogando una spalla al bardo. In seguito, un gruppo di cimmeri in esplorazione fa la sua comparsa. Il gruppo riesce a defilarsi in tempo e passano inosservati.
Durante la sera, Argante, sempre attratto dalle grazie di Nefertiti, tenta di nuovo la sorte con lei, scoprendo però quanto questa sia pericolosa. Infatti un serpente fa la sua comparsa a difesa della stigiana. Non fa però parola con nessuno dell’accaduto, anche se curiosamente Terzo rammenta dei pericoli nelle paludi, soprattutto dei serpenti.
Giungono infine a città delle paludi, che appare deserta. Nessuno è per le strade, fatte per lo più di pontili di legno. Trovano però una locanda dove fanno la conoscenza del locandiere: Zachero.
Da questi vengono a sapere delle scorribande di Angus Magnus presso alcuni villaggi: rasi al suolo e bruciati. Zachero non nasconde la sua antipatia per Magnus, ma si offre come guida, per un compenso piuttosto elevato. Mentre Argante è più che riluttante a consegnare la somma e Sez cerca di contrattare, all’unisono Terzo e Nefertiti pongono fine ai mugugni mettendo ognuno metà della somma richiesta sul tavolo. È la prima volta che Nefertiti ed il sacerdote concordano in maniera tanto naturale e probabilmente l’ultima.

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Nelle paludi

Sez e co raggiungono non senza difficoltà ( sono costretti a battersi alla Bocca di Ymir contro alcuni uomini scimmia ) città delle paludi dove fanno la conoscenza di Zachero.

Chiedendo notizie di Magnus, Zachero rivela di sapere della sua presenza e del fatto che ha bruciato 3 villaggi non molto lontani . Nonostante sia palese che l’uomo non sia un ammiratore di Magnus, decidono comunque di ingaggiarlo come guida.

Ad Aalkarion nel frattempo Anatolius scopre che Brian è vivo e che la città è nel chaos.
Il governo è stato rovesciato a seguito dell’inquietante morte del Re e della regina, soffocati nel sonno dopo aver condiviso la camera con Stefanya
Secondo la legge della città Stefanya sarebbe dovuta divenire Regina ma il popolo terrorizzato ha fatto irruzione a palazzo, ucciso la guardia reale, catturato la principessa per consegnarla ai maghi di Nemedia. La notizia che la principessa non sia giunta a loro ha messo la città nel chaos.
Se la principessa si rivolgesse ad Aquilonia e Nemedia potrebbe far epurare con le armi la città .
Anatolius parla al consiglio dicendo di avere la principessa e di essere pronto a rimetterla sul trono se il consiglio vuole e che la maledizione è solo una sciocca superstizione. I ribelli lo informano della strega e della maledizione e chiedono ad Anatolius di provare che siano solo sciocchezze.
Decide quindi di ripartire con Stefanya in cerca della strega
Dopo aver fatto visita a brian scopre che la sua guida ne avrà per almeno una settimana e che è stato derubato dei suoi soldi
E consiglia ad Anatolius di ingaggiare Rourke e Rogan alla locanda delle spade di Alkarion.
I due accettano
Ma decidono di aspettare che brian si riprenda per partire

Nel frattempo nella palude Sez e co raggiungono il primo villaggio e combattono con alcuni non morti non molto amichevoli con gli aquiloniani
Zachero e Nefertiti non partecipano alla battaglia .
Durante la notte Zachero intercetta un gruppo di cimmeri accampati non molto distanti che parlano di un messaggio per Aquisforte
Mentre decidono sul da farsi, fa la sua comparsa la strega della palude, che dice di sapere dove sia Magnus e promette di aiutare il gruppo se il gruppo le porterà la principessa Stefanya dispersa per le paludi. Avverte anche il gruppo di un cavaliere della Rota, che verrà giustiziato all’alba al villaggio "casa delle anguille "
poi scompare.
Zachero trafuga il messaggio ai cimmeri e il gruppo apprende che l’inquisitore è prigioniero ad Atzel.
Ma lo strano messaggio di minacce per aquisforte lascia intendere che a sedere sul trono di Atzel potrebbe esserci il demone . Il messaggio è un ricatto .. Il signore di Atzel ucciderà l’inquisitore se in cambio non avrà un libro non meglio specificato. Terzo pensa possa trattarsi di uno dei libri della tomba crollata e nefertiti incuriosita viene a sapere che il penitente Anatolius ne ha trafugati alcuni…
Nella notte il gruppo marcia alla volta di casa delle Anguille e vi giungono all’alba
In tempo per salvare Iorio di Castria, cavaliere della Rota che processato per i suoi crimini sta per essere bruciato vivo
Grazie alla mediazione dei PG al cavaliere vengono “solo” strappati gli occhi.
Il gruppo apprende così del l’imboscata e degli esperimenti condotti dall’inquisitore
Decidono così di ignorare la richiesta della strega, almeno per il momento e dedicarsi alla loro missione principale: salvare l’inquisitore. Si dirigono quindi verso l’ultimo posto in cui sanno che l’inquisitore è giunto, ovvero il luogo dell’imboscata più a nord.

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Sogno o son desto?

E’ sera e dopo poche chiacchiere tra Sez, Terzo ed il cavaliere della rota in particolare, ci si accampa poco lontano dal villaggio da cui è stato recuperato Iorio.
D’improvisso Sez e Terzo si svegliano. Da soli.
Tutto sembra tranquillo, ogni cosa al suo posto, ma non v’è traccia dei compagni. I suoni sono nitidi e sembrano non avere correlazione diretta con l’ambiente. Non ci sono tracce particolari e la zattera è al suo posto.
Incontrano un pescatore, secondo cui l’imperatore in carica è quello di 300 anni prima. Si recano al villaggio dove un Gunderman del clan dell’Aquila parla del 7° cavalleria che attaccherà il Gunderland. Altri uomini nella locanda sembrano ignorarsi a vicenda.
Entra un tizio dove parla dell’inquisitore che brucia villaggi a nord. Decidono di recarsi lì, ma incontrano uno gnomo/nano che terrorizza Sez, facendogli rischiare l’infarto che gli dice che sono lì grazie al luogo di confine tra il loro mondo ed il “limbo”, per avere informazioni su ciò che sta contaminando non solo le paludi, ma anche quella “dimensione”, ma hanno un tempo limitato.
Raggiungiangono il luogo dell’imboscata, dove vengono a sapere dai cavalieri deceduti e che l’inquisitore è ad Azthel. La raggiungono e trovano i defunti intenti a cercare di “strappare il velo” sulle mura della città. Terzo e Sez sembrano non essere poter interagire col “velo”. Entrano in città e si dirigono nelle segrete, dove sperano e trovano il Sommo Inquisitore. A differenza degli altri defunti, non è del tutto su quel piano, ma riescono ad interagire con lui, capire che sta succedendo ed accordarsi per ritrovarsi a città delle anguille (luogo di partenza) tra 4 giorni. Inoltre, l’inquisitore avverte Terzo che la sua fede sarà messa a dura prova più e più volte, dopo avergli confidato la seconda verità.
Avendo tutte le informazioni che potevano recuperare da quel luogo e decidono di andarsene alla svelta, ma arriva il demone. Cercano di scappare, ma si accorgono di rimanere sempre nello stesso punto. Non rimane altro che tentare di affrontare il demone, il quale evoca qualche non morto. Sez li tiene a bada, mentre Terzo tenta di occuparsi del demone. Seppur a stento, sembra riuscire quasi a tenergli testa, ma il demone pianta il suo artiglio nel cuore di Sez. Terzo riesce a liberarlo, colpendo il demone. Sarà l’intervento del custode di quel mondo a liberarli definitivamente dalla morsa del demone e lasciarli tornare al loro mondo, dove si risvegliano stanchi. Raccontano tutto al cavaliere della Rota che incredulo risce a dare qualche ulteriore informazione sul mondo che hanno visitato. Ora l’obbiettivo è raggiungere l’inquisitore che ha promesso di liberarsi e raggiungere il villaggio delle anguille entro 4 giorni, per poi recuperare “”/characters/anatolius-iantumal" class=“wiki-content-link”>l’Atlantideo", conosciuto anche come “il penitente” ed il libro che ha trafugato e poter sigillare nuovamente il demone, ma cosa dire e cosa no ai compagni?

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Rientro ad Aquisforte

Il mattino seguente il gruppo si sveglia, trovando Sez, Iorio e Terzo già svegli, con Zachero che prepara la colazione a base di stufato di serpente.
Sez comunica la decisione di tornare al villaggio di partenza, dove avrebbero incontrato il Sommo Inquisitore. Argante ed Olin, seppur incuriositi, non insistono molto ed accettano la cosa, mentre Nefertiti rischia di ritardare la partenza con il suo insistere nel voler addentrarsi nel cuore delle paludi.
Raggiungono il villaggio delle paludi senza intoppi, dove passano la notte nella casa di Zachero, montando turni di guardia durante la notte. Olin ed Argante al primo turno, Sez e Nefertiti al secondo, Iorio e Terzo al terzo ed ultimo turno. Nulla accade, salvo la presenza di alcuni corvi che inquieta Olin ed Argante. Terzo, svegliato da Olin, lo rassicura.
A metà pomeriggio, quando ormai il sole sta calando arriva il Sommo Inquisitore Angus Magnus in persona, solo, salvo ed a cavallo. Dopo una breve chiacchierata chiede al gruppo di fagli da scorta fino ad Aquisforte, ma di concedergli un giorno di riposo.
L’indomani partono, Terzo comunica delle lettere di Aquisforte all’Inquisitore, dopo aver chiesto a Nefertiti di non farne parola. L’Inquisitore encomia Terzo, con sollievo di quest’ultimo.
Sulla strada incontrano un gruppo di 10 cimmeri, ma riescono a nascondersi in tempo e fortunatamente nessuno di loro li nota.
Giunti ad Aquisforte, trovano il forte presidiato da molti uomini e la strada dal forte ad Aquisterra tempestata di 20.000 uomini del Brone. Tutte le più alte cariche del Gunderland sono presenti e durante il bachetto l’Imperatrice stessa fa la sua comparsa, dichiarando che Aquilonia è in guerra con Nemedia e nominando lo sceriffo Sir Aldaricus Cadmon come comandante del 7° Cavalleria.
Dopo un brindisi anche al gruppo di Sez, Cadmon gli parla, offrendo a lui ed al suo gruppo la possibilità di seguirlo in battaglia.
Terzo parla con il vescovo che lo encomia e gli assicura la sua investitura, consegnandogli un oggetto a titolo personale da parte del Sommo Inquisitore in persona.
Intanto Nefertiti, dopo aver rischiato il linciaggio e salvata da Olin che garantisce sulla sua zucca vuota, rimane inquieta e chiede ad Olin ed Argante di accompagnarla ad Aquisterra per recuperare il libro del demone. Olin, in un inusuale atto di saggezza, racconta tutto a Terzo e con Sez decidono di lasciare andare Olin con Nefertiti, ma mandano in segreto Argante ad osservare. Ad Aquisterra trovano la casa di Anatolius rasa al suolo da un fuoco che ancora arde e sentono le imprecazione dei cavalieri della rota che partono di volata alla volta di Aquisforte. Dopo qualche discussione pare decidano di rientrare anche loro o quantomento di attendere tutti ad Aquisterra.
Intanto Terzo, scopre che il dono personale dell’Inquisitore, trattasi di una cospiqua nota di credito, che va quasi al di là della comprensione del sacerdote stesso, incassibile nelle principali città di Aquilonia.

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