Cronache di Hyboria

Le nebbie d'autunno: Il Giudizio del Gunderland
Undicesimo - Dodicesimo giorno dello scorpione nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella gloria di Mitra

Raggiunta Galparan alla sera il gruppo scopre che tutto l’esercito del nord ha risposto alla chiamata alle armi del Barone. La ventunesima legione ha anch’essa raggiunto Galparan in anticipo sul gruppo per via della deviazione a Ravenguard.
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Al mattino il gruppo entra in città per consegnare al barone gli uomini del conte di Roccabruna ed Olin che viene processato dal Barone presso la Sala dei Ricordi ( vedere la nota su Galparan )per i suoi crimini. Sez durante il processo viene insignito del titolo di vero Gunderman per la sua lealtà ed entra a far parte di coloro che hanno voce in capitolo nella politica del Gunderland. Dopo aver spiegato ad Olin del pericolo nel rivelare certe informazioni al nemico, decide di non giustiziare il bardo per altro tradimento, ma di inviarlo nei Regni di confine alla ricerca dell’inquisitore, che viene confermato da Von Roth è sparito da oramai più di tre settimane oltre i confini di Aquisforte. Il barone spiega che proprio lui ha spinto per provocazione l’inquisitore ad uscire da Aquilonia, ma contro ogni sua previsione il cavaliere ha raccolto la sfida. Per una questione di onore il Barone vuole pertanto ritrovarlo e riportarlo ad Aquilonia. Sez viene invitato ad andare con Olin ed il Barone fa in modo che anche Terzo e Argante lo possano seguire, facendo pressione sul clero. Sez viene anche informato del motivo della chiamata alle armi: Il barone intende occupare i Regni di Confine per liberarli dalla malvagia presenza che minaccia il Gunderland. Alla stessa tavolata si scopre anche che il Barone non ha simpatia per la nuova imperatrice. Nel frattempo in città la corona di ferro del Gunderland viene rubata. Nefertiti è convinta che Olin abbia portato a compimento il piano e che il Bardo sia riuscito a sottrarla. Lo stesso Olin disperato finge di averla rubata. Nel frattempo si scopre che in città molte copie di infima fattura della corona sono state distribuite come souvenir a cittadini e mercanti, rendendone la ricerca un incubo. Kawan sospetta di Nefertiti ed ottiene di farla perquisire da Cadmon che però rivela solo un cofanetto sigillato e degli arnesi da scasso. La ragazza si giustifica dicendo di averli comprati per poter aprire lo scrigno di cui ha perso la chiave. Lo sceriffo porta il gruppo a visionare la stanza del furto dove scoprono che i soldati sono stati narcotizzati col cloroformio. Nonostante la stanza non fosse straordinariamente difesa, Cadmon spiega che solo diplomatici e nobili in visita, membri della famiglia del Barone ed esattori imperiali conoscevano l’ubicazione delle stanze del tesoro di Galparan all’interno dell’enorme palazzo e che entrare era tutt’altro che semplice. Lo sceriffo sospetta di una mossa politica per evitare che il Barone possa esprimere un voto durante la cerimonia del giuramento di fedeltà alla nuova imperatrice, in virtù di un cavillo nel trattato che mette la corona di ferro al centro del possesso del Gunderland. Alla sera Nefertiti scoperto l’inganno di Olin dopo averlo avvelenato e salvato si rende conto che la corona potrebbe essere caduta in mano ad una gilda rivale alla Camonna Tong. Al mattino Sez e compagni devono partire, ma i soldati dello sceriffo hanno catturato uno dei ladri che, torturato indica che i ladri hanno abbandonato la città diretti verso Nemedia. Ovviamente la missione affidata a Cadmon e Olin di recuperare l’inquisitore resta primaria, ma lo sceriffo chiede loro anche di bloccare i ladri se si imbattessero sulla loro strada. Dopo un rapido consulto e a seguito di alcuni fatti della sera prima (l’avvelenamento di Olin su tutti) Sez decide di abbandonare Nefertiti escludendola dal gruppo.

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Le nebbie d'autunno: Andata e Ritorno
Dal quinto giorno della bocca d'oro all'undicesimo dello scorpione nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella luce di Mitra

La situazione precipita nelle rovine, ed il gruppo è costretto a combattere con un mostruoso occhio gigante il cui sguardo porta alla morte. Nel combattimento l’occhio accecato da una freccia infuocata, distrugge parte dei muri portanti del complesso. Scampati alla distruzione delle rovine sotterranee, Sez e compagni assistono alla morte di Jasper Callan accusato di aver disatteso il suo ruolo di ufficiale. Apprendono dell’arresto di Otto e del fatto che ad Aquisforte la presenza fuoriuscita dalla tomba ha attirato l’interesse dell’inquisitore. Informato dal gruppo di ciò che è accaduto al di sotto della tomba e dalla presenza di creature sovrannaturali, lo sceriffo Cadmon parte ad informare il Barone Von Kalsper dell’accaduto, affidando al gruppo la missione segreta di informare il sommo inquisitore delle loro scoperte.
Giunti ad Aquisforte e riferito all’inquisitore Sir Von Roth, capitano della guarnigione ordina a Sez di portare un codice “drago rosso” alla XXI legione e di richiamarla a Galparan. Nel frattempo Magnus premia Terzo istruendolo sulla prima delle sette verità. Durante la loro permanenza al forte, incontrano una carovana di mercanti Zingariani diretti a Sud e Argante baratta la sua collana per una chiavata con una schiava. Tornati assieme agli zingariani ad Aquisterra, Argante scopre che Serpico si dovrebbe proprio trovare li e decide di partire assieme a Sez, mentre Terzo decide che il viaggio sarà un pellegrinaggio perfetto per far espiare ad Anatolius i suoi peccati. Avventuriero di chiara fama, anche Olin Kane decide di far parte della spedizione, deciso a fare affari nelle locande del sud. Quest’ultimo, nascosto un tomo di negromanzia trafugato dalla tomba parte assieme agli altri.

Lungo il cammino ai confini fra la provincia del Gunderland e quella del Tanasul, si fermano presso un piccolo villaggio adagiato ai piedi di un antica abazia Alessandrina. Qui scoprono che ultimamente vi sono stati diversi rapimenti di bambini e che i sacerdoti non prestano alcun ascolto alla popolazione. Infastidito da questo strano atteggiamento, Terzo decide di salire all’abazia per trovare spiegazioni. Le indagini del gruppo ed un atteggiamento piuttosto poco diplomatico di Sez portano alla terribile scoperta che l’abazia è stata presa da un gruppo di adoratori di Set sotto mentite spoglie. Tramite sacrifici umani terribili stanno cercando il potere di aprire “La Porta del Sole” una sorta di cassaforte che pare contenere molti tomi magici confiscati dall’inquisitore. In maniera quasi rocambolesca il gruppo riesce a fuggire dall’abazia e ad informare i cittadini del villaggio che inferociti e guidati da Sez decidono di attaccare l’abazia. I cultisti però sono nel frattempo fuggiti e la battaglia finisce male per i cittadini costretti a ripiegare di fronte a due soldati stigiani altamente addestrati che si danno anch’essi alla fuga. Terzo apprende che per distruggere il tomo di Anatolius è necessario restituire alla terra le energie magiche da essa rubate.

Il viaggio prosegue fino a Grayrock dove i PG informano le autorità dei cultisti in fuga. Qui apprendono anche che Olin Kane è ricercato con una taglia di 30 piastre d’oro nei dintorni di Castria. Per quanto la taglia non valga a Greyrock cautamente Olin decide di permanere nella foresta fuori dalla città, ma proprio nella foresta incautamente ferma un carro di mercenari scambiati per mercanti d’armi. I mercenari dopo un lungo inseguimento riescono a catturarlo. Fortunatamente per Olin, una generosa donazione da parte di Sez e Anatolius pagata ai mercenari permette di liberare Olin facendolo scampare ad una morte orrenda.

Attraversato il distretto di Grayrock il gruppo si divide. Terzo convince Sez e Anatolius a recarsi a Castria, mentre Argante accompagna Olin che per evitare la temuta città è costretto a prendere la via dei monti e ad avvicinarsi alla rocca di Ravengard. A Castria Sez scopre il terribile razzismo della città nei confronti dei Gunderman. La situazione è accuita dal fatto che la mancanza di un imperatore impedisce di fatto la vigilanza sulle leggi imperiali sull’uguaglianza dei cittadini delle province. Costretti per una sola notte nella rocca, i nervi di Sez sono fortemente messi sotto pressione. Fortunatamente Sez riesce a reprimere la sua proverbiale ira e ad uscirne vivo. Durante la serata fanno la conoscenza di una spia del Barone del Gunderland ed apprendono che Kane è accusatso di aver stuprato la contessa, moglie di Teodosio di Manferrata, signore di Castria. La notizia li lascia decisamente interdetti e Terzo inizia a porsi dei dubbi sulla bontà d’animo di Kane. Scoprono inoltre che Teodosio di Manferrata abbia almeno un altro motivo per odiare i Gunderman. Si dice che durante un torneo il padre dello sceriffo abbia tentato di ucciderlo barando ad un torneo imperiale fra cavalieri. Diverse miglia ad est, Argante e Olin si perdono fra gli intricati sentieri di montagna, sconfinando quasi in terre Nemediane. Mentre gli altri riposano seppur turbati nei loro letti, i due si rendono conto di essere seguiti e braccati da uomini selvaggi delle montagne. Durante la fuga Argante cade lungo una pietraia ferendosi il polso. Quando sembrano oramai perduti, una pattuglia di soldati di Ravenguard mette in fuga gli aggressori e cattura i due per accertamenti. Durante l’interrogatorio condotto dal Generale Massimo Valerio Vinicius i nervi di Olin, riconosciuto come ricercato saltano costringendo il bardo a rivelare ciò che sa pur di salvarsi. Così a Ravenguard si viene a conoscenza del fatto che la XXI legione verrà richiamata al nord. Il bardo inoltre informa di un esercito Nemediano che dovrebbe attaccare proprio il Gunderland.. In questo frangente Olin preso dall’agitazione confonde Nemedia con i Regni di confine e mettendo in grande allarme il generale che fa rilasciare i due ma intima a Kane (che dichiara di essere uomo fidato di Cadmon) a richiamare lo sceriffo a Ravenguard, di fatto creando un incidente diplomatico. Scortati dai soldati di Ravenguard i due raggiungono una locanda di via fuori dal territorio di Castria dove si rincontrano con gli altri. Appreso dell’enorme pasticcio Sez va su tutte le furie con Olin che ha messo in pericolo l’intera spedizione e rivelato informazioni riservate. Il gruppo decide comunque di correre dalla XXI legione il più presto possibile per poi rientrare nel Gunderland passando da Ravenguard a chiarire il terribile errore. Usciti dal Tanasul, mentre procedono verso Tarantia il gruppo apprende di una rivolta nella capitale dei fornai e degli artigiani, a causa di un considerevole aumento della tassa sul commercio di recente introdotto dal vice Re (ex consigliere dell’imperatore e governatore di Tarantia in carica).

Raggiunta finalmente la tredicesima legione il gruppo fa la conoscenza di Mordred il leggendario comandante Cimmero che la guida. Mordred appare perplsesso sul da farsi, nonostante intenda rispettare l’ordine del barone. Infatti il cimmero rivela che durante la notte il Vice Re è stato assassinato e che nella capitale la situazione è precipitata. Benchè l’ordine del Barone sia chiaro, Mordred è convinto che se il Barone fosse a conoscenza della situazione nella città gli ordinerebbe di restare a riportare l’ordine. Dopo un lungo colloquio, anche Sez si convince della cosa ed accetta di mettere la sua spada a disposizione di Mordred. Durante la sera, Argante e Serpico hanno modo di rincontrarsi e quest’ultimo rivela ad Argante di averlo messo in salvo in una grotta per evitargli l’arresto. Il mattino seguente, dopo una lunga tensione fra Mordred ed i rivoltosi alle porte di Tarantia, Mordred riesce ad entrare con un espediente, ed ordina alla legione di riprendere il controllo della città e di aiutare i civili. Mentre Argante, Anatolius e Terzo e Olin si occupano di aiutare i feriti Sez alla testa di un centinaio di uomini, fa sgombrare la strada principale della capitale con l’ordine di fare da avanguardia per permettere alle guarnigioni dei Dragoni Neri ed alla Terza Legione di riprendere il controllo della città. Durante questa complicata operazione riesce anche a soccorrere il conte di Roccabruna (una contrada del Poitain) che in visita alla capitale presso il suo palazzo residenziale rischiava il linciaggio da parte della folla rivoltosa. Mentre i mercenari e Sez completano l’opera, Anatolius, Argante, Olin e Terzo cadono vittima di un sonno profondo in un vicolo dopo l’incontro con un misterioso mendicante. Ripresi dal sonno, è lo stesso mendicante ad informarli delle pericolose esalazioni provenienti dalla rete fognaria. In realtà il sonno magico in cui sono caduti è dovuto a Bremen un mago del circolo del quadrato Bianco che ha riconosciuto il potere di Anatolius, il quale Informato della presenza di un gruppo di maghi che lottano per il ritorno alla pratica della magia decide di unirsi a loro. Raggiunta la base dei rivoltosi, mentre praticano cure e soccorsi apprendono che il generale della terza legione a seguito della morte del Vice Re e del proseguire dei tumulti ha dato ordine di tirare sulla popolazione, come testimoniano diverse frecce e feriti nella zona del porto fluviale.

Alla sera la città torna sotto il controllo delle truppe e la legione si accampa nella zona precedentemente occupata dai rivoltosi. Messaggi concilianti arrivano da Tarantia vecchia che preannunciano importanti novità. A sera tarda dei messaggeri informano la popolazione che le porte di Tarantia vecchia verranno aperte per un importante annuncio del sommo sacerdote. Il giorno seguente all’alba avviene l’incoronazione pro tempore dell’imperatrice Claudia che promette di riportare in ordine la città e l’intera Aquilonia. L’incoronazione pur con molte perplessità riporta fiducia nella popolazione che si prepara ai festeggiamenti. Nel pomeriggio Sez torna dal conte di Roccabruna che lo ricompensa del suo aiuto con un omaggio di 500 uomini da portare al Barone. Terzo nel frattempo viene ordinato custode per i suoi meriti. Anatolius e Terzo decidono di seppellire il libro di Anatolius presso un convento di Claudiani al fine di distruggerlo e finalmente Anatolius si libera della sua toga da penitente. A seguito di questo Anatolius trovato un gioielliere scopre che la pietra trafugata nelle miniere ha un valore inestimabile e che gli ultimi cristalli simili erano in possesso dell’accademia di magia oramai distrutta. Olin e Argante decidono di passare la sera divertendosi ad una sala scommesse, un circolo noto come Camonna Tong (ignari che si tratti di una congrega di assassini) e durante la serata Olin per 5 volte bara in maniera plateale. A seguito di questo comportamento viene portato in una stanza appartata. Qui fa la conoscenza di un individuo dalla maschera rossa conosciuto comemaschera di sangue che gli ordina di rubare qualcosa per lui al barone del Gunderland (senza precisare cosa). L’uomo minaccia Olin di uccidere lui e tutti i suoi compagni se rifiuterà di farlo. Tornato da Argante decisamente più pallido, i due vengono accompagnati gentilmente fuori dalla sala scommesse. Tornati a ricongiungersi al resto del gruppo, appreso del nome della sala scommesse, Terzo informa il gruppo del terribile pericolo corso da Olin, il che fa nuovamente andare su tutte le furie Sez. Dopo aver torchiato il compagno, apprendono che il bardo deve un piccolo favore a quegli individui ma che non riguarda loro. Durante la notte Anatolius chiede ad Argante di trafugare il libro sepolto nel giardino del monastero Claudiano in cambio della cancellazione di parte dei suoi debiti. Dopo una serie di trattative il bardo cede. Il tentativo di furto di Olin viene però sventato da un cane che allarma i soldati del monastero, Olin riesce a fuggire, ma durante la fuga incontra Nefertiti membra della Camonna Tong, inviata di Maschera di Sangue che minacciandolo con un pugnale gli ricorda l’importanza della sua missione e lo informa che maschera di Sangue sa del diamante di Anatolius.

Con un giorno di anticipo sulla XXI legione il gruppo riparte alla volta di Ravenguard. Giunti al di fuori dei territori di Castria, ai limiti della contea di Karaban, il gruppo incontra i 500 soldati promessi da Ophelius di Poitain, conte di Roccabruna e Sez ne prende il comando. Milos, soldato a capo della guarnigione ed ex combattente delle guerre di stigia avverte il gruppo di un misterioso cavaliere che li sta seguendo a debita distanza. Sez ordina allora ad un gruppo di soldati di catturare l’inseguitore. Alla sera i soldati riportano al bivacco un cavallo Stigiano, con bisacce piene di cibo. Terzo avverte tuttavia un odore di spezie e incensi all’interno della bisaccia. Il cavaliere ha abbandonato il cavallo ed i soldati hanno perso tempo ad inseguire la bestia mentre il cavaliere ha avuto modo di continuare a seguirli. In effetti Nefertiti, capita la direzione del gruppo decide di anticiparli a Ravenguard.

Alla fortezza apprendono che la situazione è precipitata e che il generale ha fatto richiamare in città l’ambasciatore di Nemedia e lo sceriffo Cadmon. Compreso che è oramai tardi per riparare al danno, tentano comunque di ottenere un’ udienza presso il generale prima del suo colloquio con l’ambasciatore. Dopo molte pressioni, Sez riesce nell’impresa e poco prima della cena di stato riesce a riferire a Giovis, l’apotecario della fortezza dell’errore di Olin. Nel frattempo Nefertiti osserva il gruppo da distanza, sempre più convincendosi dell’importanza dei membri del gruppo, addirittura invitati a cena dal generale. La cena trascorre tranquilla, anche se l’ambasciatore di Nemedia appare incuriosito dal gruppo e cerca di estirpare qualche informazione sulla situazione del Nord. Non appena si ritira ad ogni modo Cadmon ordina a Sez di catturare Olin e di portarlo al giudizio del Barone del Gunderland a causa del suo tradimento. Durante la serata il generale su suggerimento di Giovis promette a Cadmon di dimenticarsi del pessimo accadimento, ma in cambio chiede ed ottiene di trattenere Anatolius. L’ apotecario si rivelerà poi essere un mago dell’ordine del quadrato bianco. Sez e gli altri finita la cena tornano alla locanda e legano di forza Kane per evitare che fugga. Alla sera si rincorrono voci che dicono che Aquisforte regge ancora, ma che la valle è stata contaminata da una piaga che ha reso necessaria l’evacuazione della valle dell’ aquila. Parte degli edifici di Aquisterra sono stati distrutti per rifornire il forte di materiali per approntare le difese. Si dice inoltre che Angus Magnus abbia abbandonato il forte e che non se ne abbiano più notizie da due settimane, mentre Randal Morn sta rientrando nella capitale. Mentre a Ravenguard tutti sono già informati dell’incoronazione dell’imperatrice Claudia, pare che i soldati del Gunderland al seguito dello sceriffo non ne sappiano nulla. Alla sera Nefertiti visto Olin legato decide di entrare alla locanda dove alloggia il gruppo, flirtando con Argante e legando con lui. Il giorno successivo si rende conto che Olin è stato legato e cerca invano di comunicare con lui. Il bardo accortosi della sua presenza, da fuoco alla sua stanza scatenando un incendio, costringendo Sez a liberarlo. Nell’incendio un bambino resta ferito e mentre tutti sono impegnati a curarlo Nefertiti rivela ad Olin che l’oggetto da rubare è la corona del gunderland. Scoperta la stigiana Sez la accusa di essere la loro inseguitrice, ma Nefertiti nega spacciandosi per una mercante decisa ad aprire un bordello a Nord. Grazie all’appoggio di Argante e Kane, vagamente infatuati di lei ottiene anche di seguire il gruppo. Pur contrario Terzo convince Sez che è meglio tenerla vicino che alle spalle e a malincuore Sez, dopo averla fatta pregare Mitra, ne conviene. Il gruppo riparte per Galparan il giorno seguente. Dopo altre tre settimane di cammino, abbandonando Anatolius il gruppo raggiunge Galparan.

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Le nebbie d'autunno: Il Sepolcro
Quarto giorno della bocca d'oro nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella gloria di Mitra

Dopo la battaglia con gli zombie, il gruppo decide di rifornirsi di lampade, torce cibo e corde per terminare in sicurezza la spedizione. Anatolius e Argante convincono il gruppo sulla necessità di non parlare di quanto accaduto e di non insospettire i soldati del picchetto. Mentre i due recuperano gli equipaggiamenti, Terzo pratica ad Olin e Sez le cure, rinvenendo che la sostanza che ha colpito in volto Olin non è polvere, ma un estratto venefico di origine vegetale che potrebbe portare Olin alla paralisi degli organi interni e conseguentemente alla morte. Pertanto, informato il bardo lo convince alla necessità di vomitare per espellere la sostanza mortale. Nel frattempo Argante e Anatolius, oltre agli equipaggiamenti convincono jasper Kallan a lasciar loro più tempo nell’esplorazione. Il soldato accetta, ma invia 3 soldati a sorvegliare la porta, con l’ordine di sigillarla in caso di pericolo o rumori terribilmente sospetti. Dopo un breve consulto, il gruppo informato da Terzo sulle condizioni del Bardo decide comunque di proseguire, ignorando la problematica. Coraggiosamente Olin non oppone resistenza e decide di rimanere col gruppo anche se è a rischio di morte. Il gruppo comincia con l’esplorazione delle altre stanze, rinvenendo la guardiola delle prigioni (dalle quali Argante preleva un set di antichi dadi d’osso e una scatola lignea – ancora non aperta, mentre Olin un mazzo di chiavi successivamente cedute a Anatolius), e l’armeria (dove sez preleva un’antica armatura in cuoio in buono stato ed uno scudo bronzeo). Mentre controllano le stanze, si rendono conto del pessimo stato del soffitto e di ripetuti micro cedimenti nella volta argillosa. Il gruppo prosegue, rinvenendo un corridoio in mezzo al quale si trova una porta, sulla quale è dipinta una schiena afflitta. Sez tuttavia sente un sinistro scricchiolio provenire dall’interno e nonostante un attimo di incertezza di Olin, il gruppo preferisce non aprirla. La successiva stanza, invece, un piccolo atrio spiega la causa dei cedimenti. Una pianta rampicante del sottosuolo, terribilmente alterata dall’energia negativa sta stritolando una colonna portante dei sotterranei. La pianta pare animata e pericolosa fin da subito. Sez tenta comunque di approcciare alla pianta la quale lo avvinghia in un mortale abbraccio di spine che fin da subito tentano di penetrarne l’armatura in cerca della carne. Il combattimento si protrae a lungo e lascia incapaci di agire per lungo tempo Argante, Olin e Terzo. In un disperato tentativo di liberare Sez, anche Anatolius viene preso dalla pianta riportando ferite così gravi da farlo svenire per lo shock. Preso da panico anche Argante cerca di aiutare i compagni, peggiorando la situazione. Alla fine Olin grazie ad una bomba incendiaria a base di olio per lanterna (-1 litro) riesce a far prender fuoco alla pianta ed a portare in salvo Anatolius svenuto in mezzo alla stanza. Fortunatamente la pianta muore in poco tempo, ma contorcendosi e fa crollare la loro via d’uscita ed il crollo presumibilmente fa si che le guardie ri sigillino l’entrata al complesso. Nonostante l’azione eroica, è proprio Olin a cadere nel panico quando la volta crolla, rivelando i suoi problemi di claustrofobia. Mentre terzo fa riprendere Anatolius, Sez cerca di calmare Olin, senza però riuscire a mascherare il suo pessimismo. Liberato l’atrio, disponendo ancora di 2 porte ed una scala, il gruppo tenta di capire da che parte andare. Una delle porte, mette in allarme un provato Sez che avverte un rumore di vetri rotti provenire dall’interno. Il gruppo decide dapprima di salire le scale, che portano ad un livello superiore (circa 10 metri sopra) dove si trovano una cantina , un magazzino colmo di cibo putrescente ed un corridoio che termina in una massiccia porta ferrea. Constatato che il gruppo non possiede le chiavi per aprirla, decidono di ridiscendere le scale alla ricerca di altre vie. L’ultima porta li conduce in un corridoio sicuro, da dove entrano in una stanza contenente 3 scheletri, coincidente con la porta dipinta che non si erano fidati ad aprire. Il combattimento è lungo a causa della velocità delle creature, ma il gruppo riesce ad averne la meglio. Terzo e Olin abbattono uno scheletro dopo un sofferto combattimento, Mentre Argante, in preda ad una sorta di frenesia rabbiosa riesce ad aver la meglio sugli altri due, precedentemente colpiti da Sez.

Punti personaggio
Argante: 3
Sez: 4
Olin: 5
Anatolius: 5
Terzo: 3

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Le nebbie d'autunno: Ombre ad Aquisterra
Quarto giorno della bocca d'oro nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella gloria di Mytra

Al mattino mentre Terzo segue Anatolius nel suo percorso di redenzione, facendolo pregare fin dalle prime luci dell’alba, Olin e Argante coinvolgono Sez nella proposta di lavoro di Otto Rudolfstein. Sez incuriosito da questi “problemi alla miniera” decide di recarsi da otto per chiarimenti. Lungo la strada i tre incontrano Anatolius e Terzo che informato dei problemi alla miniera e temendo feriti decide di unirsi assieme ad Anatolius al gruppo. Anatolius ottiene però di poter passare a casa sua per recuperare i suoi effetti. Durante questa operazione, Terzo si rende conto che jason Morrigan, un fattore vicino a Iantumal che si vocifera abbia mire su Virginia Pelivo sta guardando con malignità il miracolato Anatolius. Nel frattempo da Otto gli altri scoprono che i problemi alla miniera sono poco chiari e sono cominciati col rinvenimento e l’apertura di una struttura trovata nel sottosuolo della miniera, nelle prossimità di uno dei pozzi. Otto è nei guai in quanto è stato informato del fatto solo da una settimana (evidentemente minatori e soldati volevano spartirsi eventuali tesori) mentre il ritrovamento risale a due mesi prima ed il barone non ne è mai stato informato. Pertanto raccomanda al gruppo la massima riservatezza, ignaro che in mattinata gli stessi ne hanno già parlato apertamente in paese. Nel pomeriggio la spedizione parte e lungo la strada, nella foresta vengono ritrovati i segni di animali morti ed alberi appassiti prima del tempo. Iantumal percepisce in maniera evidente la presenza di energie magiche negative in tutta la zona. Giunti alla miniera il gruppo viene ospitato all’accampamento di minatori in attesa dei mercenari che otto doveva inviare e, sentono il racconto del ritrovamento e dei successivi incidenti che hanno terrorizzato i minatori che si rifiutano di entrare. Il capo mastro Gustav Ophir dal canto suo non può biasimarli e si è schierato dalla loro parte. Nella miniera attualmente strani rumori e strani incidenti si susseguono, motivo per cui i minatori hanno deciso di sigillare lo scavo. I soldati dal canto loro non sono in una situazione migliore… Jasper Callan, a capo del picchetto nella speranza di fare qualche soldo non ha denunciato il ritrovamento ai suoi superiori e in assenza di ordini non può rischiare la vita dei suoi uomini nella miniera. Alla fine del racconto gli eroi decidono di interrogare l’uomo che ha aperto la tomba, Arhur jager in arte faccianegra che si dice sia stato investito da una nube di oscurità che si è riversata poi nella foresta circostante. Il vecchio è stato curato alla meno peggio da un minatore di nome Claudius, le cui cure non hanno sortito alcun effetto. A distanza di due mesi l’uomo appare in uno spaventoso stato, disturbato da spasmi e lunghi deliri nei quali parla “dell’ombra”, delle catene e altre cose incomprensibili. Dopo un momento di smarrimento di fronte a tanta sofferenza, Terzo gli presta le prime cure che sembrano quantomeno tranquillizzare e rasserenare la tormentata vittima. Verso le due del pomeriggio il gruppo dopo essersi equipaggiato presso i disponibilissimi militari del luogo, scendono nella miniera e con l’aiuto di alcuni soldati rimuovono la pietra, che , vengono avvertiti risigillerà la galleria se non faranno ritorno entro un giorno. Cominciata l’esplorazione, dopo qualche incertezza dovuta al buio ed all’esigua illuminazione delle lampade, il gruppo rinviene una porta bronzea, un tempo sigillata con una grossa catena ed un glifo in terracotta colmo di rune magiche che è stato fatto a pezzi (probabilmente dallo stesso faccianera.) all’interno della stanza, la presenza del male è palpabile ed il gruppo si rende conto da alcuni affreschi che li era stato imprigionato dal signore del luogo un pericoloso demone, un tempo umano. All’interno della stanza Olin viene attratto da una pesante cassa che cerca a tutti i costi di aprire. Proprio in quel mentre due figure umanoidi si affacciano lungo il corridoio ed entrano nella stanza. Nella confusione Olin apre la cassa, ma viene investito da una polvere biancastra che spegne l’unica fonte luminosa del gruppo. Nel combattimento che ne segue, il gruppo si difende dall’aggressione di due non morti che sembrano non subire più di tanto i danni delle loro armi. La battaglia è ardua e sofferta e Sez e Olin vengono feriti dalle creature nella mischia, fino a che Terzo interviene, ponendo fine alla vita delle creature grazie a dei poderosi colpi di bastone. Rimasti soli nella stanza, mentre Terzo cura i feriti, Anatolius sottrae un libro che appare essere rilegato in pelle umana..

Punti personaggio: 6 a tutti.

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Le nebbie d'autunno: I Mastini del signore
Terzo giorno della bocca d'oro nell'anno del ragno del 1411esimo anno di Aquilonia nella gloria di Mytra

Nella pacifica Aquisterra, al mattino, viene ritrovato nei campi da Sez kawan uno straniero stremato ed in gravi condizioni. Sez lo accompagna al villaggio e lo assicura alle cure di Terzo Horatio Fidelis. Lo straniero è esausto e pare avere pochi ricordi se non che si chiama Argante e che vaga da mesi nelle terre selvagge. Lo straniero attira le attenzioni di Olin kane, un bardo itinerante da qualche giorno ad Aquisterra ed interessato a cercare una scorta che lo conduca al Nord, ad Aquisforte, dove è intenzionato a fare soldi con i suoi spettacoli di intrattenimento.

Non è ancora ora di pranzo quando giunge da est un grande battaglione di armati guidati dallo sceriffo e dall’inquisitore Angus Magnus, chiamato a risolvere alcuni misteriosi problemi avvenuti al forte. Contemporaneamente, Randal Morn, luogotenente dell’inquisizione per il nord, di recente sospeso a causa della protesta del barone del gunderland per il gran numero di esecuzioni (circa 500 in meno di 3 anni), cattura Anatolius Iantumal e decide di farlo giudicare al sommo inquisitore. A sopresa Magnus risparmia Iantumal e lo affida alle cure di Terzo Horatio Fidelis. Prima di partire il convoglio informa i citttadini di Aquisterra dell’assoluto divieto di recarsi al forte.
Alla sera il paese è in festa per la vita fatta a salva a Iantumal, ed in locanda un alticcio Otto Rudolfstein ingaggia Argante per un lavoro alla miniera d’argento. Olin Kane, preso atto dell’impossibilità di recarsi al forte ed a corto di soldi decide di unirsi a lui nell’impresa…

Punti personaggio
Argante: 5
Sez: 5
Olin: 4
Anatolius: 5
Terzo: 4

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