Argante di freccia marcata

Cacciatore ramingo, cavaliere di Aquilonia, Conte elettore di Pergona

Description:
Bio:

Nato 27 anni or sono, in un paese di medie dimensioni, Touren, situato in Aquilonia meridionale.

Ultimo di tre fratelli ed una sorella, Argante vive aiutando i fratelli di mezzo a lavorare il campo di famiglia, parecchi ettari di granoturco più orto, ed accompagnando il fratello maggiore ( di 10 anni più vecchio ) a caccia per sussistenza e raccolta di materia prima per il padre pellettiere.

Durante il suo quattordicesimo anno di vita una gelata prematura mette in ginocchio chi vive di campi. Sul finire di un giorno oramai corto il padre lo prende in disparte e, senza troppi giri di parole come è suo fare, gli dice :

" Figliolo, i tuoi fratelli sono entrambi sposati con prole e si occupano dei campi, al mio primogenito spetta l’attività di famiglia e la tua cara sorella é in età da dote. Al momento qui non c’é nulla per te, ed é ora che ti formi."

Si riferisce all’arruolamento da parte del Signore della zona di milizie mercenarie che sarebbero state addestrate per rispondere alla richiesta da parte di qualcuno a cui servivano per rimpolpare un confine giù al sud per impressionare coi numeri i Zep.. no Zeg.. insomma un’altra popolazione, non ricorda bene il nome e del resto nessuno gli ha insegnato a leggere.

In men che non si dica, tra saluti freddi e quattro pacche sulle spalle, comincia la marcia assieme ad altri disperati come lui sotto la guida di alcuni caporali.

Due anni e mezzo dopo, questa volta durante un pomeriggio primaverile, tra i circa 600 uomini comincia a girare una brutta voce. Non hanno ancora raggiunto l’oramai miraggesco confine, e più che addestrarsi al combattimento hanno faticato per aiutare i vari distaccamenti dell’esercito regolare sul cammino. Una volta per aprire una strada per carri, un’altra per il rifacimento di un ponte e simili. Ad ogni modo ora si viene a sapere che “la Minaccia” non sussiste più, sono liberi finalmente! E senza paga! Pare che
“le spese per la movimentazione di truppe sono addirittura superiori al ricavo monetario e politico scaturitone”
Belle parole di uno sbraitaordini nonché menaschiaffoni che pranzava chiacchierando con l’aristocratico di turno mentre loro sudavano l’anima e si schiacciavano dita trasportando legname e pietre.
La sera stessa un folto gruppo a cui Argante non ha però preso parte si fa forte con le armi in dotazione ( armature di cuoio logore, spade più volte ritemprate e altri “pezzi di ferro”) e decide che le cose andranno diversamente. Otok, capo dei rivoltosi, afferma pubblicamente che se ne andranno con tutto l’equipaggiamento, le bestie e i carri portavivande.

Il giorno dopo verso mezzogiorno finalmente la nebbia si dirada permettendogli di scrutare la zona in fondovalle dove sta quello che rimane del loro vecchio avanposto. Si distinguono tra il fumo e le tende cadute delle figure distese, qua e la qualcuno che ancora si muove, ma
non é dato sapere se alla fine Otok l’ha spuntata o l’esperienza dei caporali ha avuto la meglio. quello che risulta certo é che durante la piccola battaglia qualcuno ha avvisato la guarnigione del paese vicino ed ora quelli che sono rimasti a pascolare nei dintorni per paura di ritorsioni vengono radunati da soldati a cavallo dalle armature scintillanti.

Assieme a Isidro, Yunkel e Serpico se ne erano andati appena dopo il crepuscolo sfruttando la confusione del momento, alla luce di quanto visto rimettersi in marcia é la priorità, non c’é tempo per scoprire la sorte degli “innocenti” nascostisi nei boschi per lavarsene le mani del combattimento per poi tornare come brave pecorelle ad aspettare i rinforzi. Forse era stato proprio uno di loro e non un caporale ad avvertire i soldati, forse avrebbero ottenuto clemenza dichiarandosi estranei ai fatti, chi lo sa, a loro quattro sicuramente avrebbero tagliato le mani. Merito di Serpico che, fresco come loro di arruolamento, era stato il loro
capo gruppo per il primo anno per poi diventare, grazie alla conoscenza delle armi e dei materiali in generale che a quanto pare possedeva, aiuto armaiolo. Si occupava di valutare le “offerte” che i caporali ricevevano quando lo sbraitaordinimenaschiaffoni sorprendeva un mercante senza quella che a suo dire era la giusta quantità di carte bollate.

Proprio con una discreta quantità di queste tangenti Serpico si era presentato al suo vecchio gruppo quando cominciavano a volare le prime minacce e già le prime ossa venivano rotte, una dozzina di persone delle quali solo 3 avevano colto l’opportunità di battersela con dell’equipaggiamento di buona fattura in un territorio sconosciuto.

Le cinghie della sacca contenente un’armatura in pelle adatta solo a lui, lo smilzo del gruppo, sembrano tagliargli la carne, il braccio che regge la balestra é diventato quasi insensibile senza contare che non hanno ancora raggiunto un sentiero ed il percorso è ripido. Non ce la fa più e sbotta con il poco fiato in corpo " Maledizione Serpico sai almeno dove stiamo andando?!". Questo, un paio di metri avanti loro, si ferma e prende fiato, si
volta verso Argante e risponde tagliente “Certo, non sono uno stupido, seguite me” Lo sguardo determinato ed il tono di voce autoritario fanno continuare la marcia in silenzio fino a sera.

Calato il sole, nella prudente oscurità del giaciglio dei fuggitivi, salta fuori che il nuovo “Capo” é di buona famiglia, padre e fratello sono abili mercanti itineranti e tale dote si riflette anche in lui. Ha abbandonato casa per un’irrefrenabile sete di avventura, conosce quasi tutta la metà del regno orientale ed ha agganci in molti luoghi. Mah, la storia fa acqua da alcune parti ma le doti che l’uomo possiede sono al momento innegabili ed i tre, tra i quali Argante in special modo, sono troppo impegnati a tradurre tali parole nelle loro menti in “soldi” “cibo” e “donne”; lo accettano come leader.

Sono passati 10 anni, il gruppo si è dapprima sfamato procurandosi e commerciando
pellicce di pregio ( linci, puma, etc. ) per poi affiancare un’ulteriore attività di cui non parlano con nessuno. Vagano per terre da lui poco conosciute, si affidano a Serpico che sa SEMPRE dove andare. Colline, montagne e fiumi di cui spesso non ha mai sentito parlare, sempre a caccia di fiere e… rarità. Rarità che piacciono molto a quel Nobile, arroccato nel suo maniero che una o addirittura due volte l’anno ( se sono fortunati ) li riceve. Mai visto, mai parlato di persona, è il “capo” che si occupa del chiacchiericcio, come Yunkel e Isidro lui si limita ad incassare.

Quel giorno erano proprio diretti nel luogo dove, secondo Serpico come al solito, dimorava la loro “pensione” : Un orso delle caverne.. Albino! Qualcosa legato alla luce che non viene.. com’è che ha detto riferito ai pig..mei? Boh, lui sa solo che quelle bestie sono una GRAN, BRUTTA rogna, ma questa vale tanto oro quanto può pesare stando alle parole di Serpico! Al Nobile la cosa deve essere piaciuta un sacco perchè sono tutti e quattro a cavallo e accompagnati da 10 uomini, un carro e da un mulo con un’armatura da orso nelle bisacce. Per tutto il tragitto si erano presi in giro su chi l’avrebbe indossata, le giornate autunnali sono ancora calde quell’anno.


Bene, Serpico ha seguito la Bestia, é nella sua tana che dorme ora. Sono quasi pronti ad agire, bisogna solo che Yunkel indossi l’armatura e poi si può accendere il falò. Affumicheranno per bene la grotta e la Bestia salterà fuori dritta nella loro imboscata. Già, ma Isidro da voce ai dubbi di tutti, quelle impronte sono strane e nemmeno uno sciacallo sembra aver avuto il coraggio di avvicinarsi per banchettare delle carogne mezzo divorate nei pressi della grotta. Serpico alza la voce per imporsi e tenere gli uomini in riga quando una grossa e rozza clava ricavata da un albero intero scaturisce dall’oscurità e viene calata sul povero Yunkel che rimane schiacciato nell’armatura. Argante é a circa 15 metri, con la balestra già carica, osserva impotente l’ogre incazzato sbucato dalla grotta che fa a pezzi uno dopo l’altro gli uomini. Non ha tempo per sguainare il coltello, puntarlo alla gola di Serpico e chiedergli se sapeva già tutto. Non ha tempo perché sta aspettando un buon momento per colpire la creatura.. un buon punto.. sotto l’ascella, sul collo? dov’è vulnerabile? Isidro scappa nella sua direzione, terrorizzato

vuoto

La testa gli duole, prova ad alzarsi ma sviene.
Si risveglia.. quanto tempo dopo? Questa volta riesce ad alzarsi, tutta la schiena lancia fitte di dolore e le braccia bruciano. Già, perchè ha provato a menare un fendente a quell’enorme testa, con una spada presa non ricorda dove dopo che l’ogre era inciampato. Ricorda anche quella stessa testa riportarsi a quasi quattro metri d’altezza portandosi la spada incastrata nelle ossa del cranio. Vede l’enorme..piede o zampa? arrivare, poi buio…Dove si trova ora? Perché non c’è più nessuno in giro? L’ogre? mette mano alla bisaccia e la prima cosa che trova é una pergamena arrotolata. Quella sicuramente non è sua.

Sono passati cinque giorni, Argante ha capito di essere stato abbandonato. Soldati e Ogre ( con tanto di mazza ) spariti ed allora ha preso a vagare senza meta non ritrovando la strada.
Ha ancora i suoi effetti personali più stretti e sa che può durare a lungo nei boschi anche se da solo, ha imparato parecchio in questi anni.

Rabbia, molta rabbia tutte le volte che srotola la pergamena, rabbia ed umiliazione tutte le volte che osserva i caratteri senza minimamente comprenderne il significato.

Inspira profondamente col naso, rivolto al bosco " Questo carissimi é odore di bruciato ! " Non in senso figurato. Raggiunta una radura riesce a scorgere in lontananza del fumo che sale.. da dietro un colle..
S’incammina in quella direzione!


Inciampa a poche decine di metri dalla porta di Aquisterra mentre attraversava un campo, per colpa di una grossa pietra. Senza forze si lascia cadere, mancando per un soffio di rompersi la testa su di un’altra pietra affiorante…
Sta per svenire, ma assurdamente l’unica cosa che Argante si chiede é “chi sarà la bestia che ara un campo lasciandoci i sassi?”, rivede immagini di gioventù mentre si spaccava la schiena nelle coltivazioni dei fratelli
Ehi ma.. un momento.. questa non é una pietra, é un broccolo.. " Per Mitra, la più brutta pianta di broccolo che abbia mai visto in vita mia".. Infine sviene.

Voci confuse, una preghiera a Mitra arriva ovattata alle orecchie di Argante, qualcuno lo smanaccia.
La vista torna, ma tutto tremola " D-Dove mi trovo? chi siete voi? Acqua, acqua ve ne prego", é l’interno di un edificio in legno, tre o quattro figure confuse intorno a lui, che sta supino a terra.
Viene tartassato con domande a cui non sa rispondere.. “Argante…. Come sono arrivato qua? No non sono un brigante… I miei compagni! Dove sono? ma ….” La testa duole e non riesce a ricordare nulla degli ultimi giorni".

La memoria nei giorni seguenti torna, piano piano, ma non ne parla con nessuno del suo nuovo “gruppo” e loro non chiedono. Già, é riuscito a fraternizzare con il sacerdote del villaggio ed un ex-legionario, entrambi suoi.. salvatori. A codazzo il penitente arancione che segue il sacerdote – "ah ah se l’è vista brutta quel mingherlino " – e quello che dovrebbe essere un cantastorie.. una persona particolare.. un balordo secondo Argante, ma potrebbe rivelarsi utile.
Stanno andando a guadagnarsi la pagnotta, sembra che ci sia un problema nelle miniere.. Sono state offerte loro parecchie piastre, troppe piastre. Impossibili da rifiutare!

L’area illuminata dalla lampada a olio é limitata, e l’aria é pesante, difficile da respirare.
Solo il pensiero delle piastre lo tiene legato al mondo terreno quando l’adrenalina scema. 40 metri sotto terra, in quello che sembra un palazzo sotterraneo, il Sacerdote ha appena distrutto una creatura da incubo con il suo bastone e la Gloria di Mitra.

Hanno continuato ad addentrarsi, chi come Argante per l’idea di una ricompensa e chi per curiosità. Le cose stanno andando male, Olin vomita e farnetica, ci sono diversi feriti per il combattimento con “La Pianta” ed un crollo impedisce loro di raggiungere l’unica uscita conosciuta.
Il bardo rimane un gonzo, ma é stato in grado di neutralizzare la pianta e salvare tutti loro, “Se sopravvive gli farò dono dei dadi che ho trovato ed ai quali pareva così interessato” si dice Argante.

CROLLA TUTTO !” "PER DI QUA ! L’USCITA !! CORRETE !!! " Argante fila come una lepre in fuga, scarta un non morto e punta al cunicolo che porta alle miniere. Il gruppetto é riuscito ad aggirare il crollo a prezzo di orribili esperienze, ma tutto sta per finire! Le speranze vacillano, come Argante dopo aver sbattuto contro il masso che blocca l’entrata alle miniere. Da dietro giungono rumori di roccia che si sgretola, grida confuse ed agghiaccianti guaiti.. dieci secondi.. venti secondi.. grazie a Mitra tutti salvi raggiungono Argante e di forza bruta sbloccano l’uscita.

C’è un momento di silenzio mentre si lavano dallo sporco e dal sangue. Sono sopravvissuti tutti. Li sotto, alla vista dell’Occhio, Argante era convinto che i suoi compagni sarebbero morti tutti, e che questa volta non si sarebbe svegliato acciaccato e con una stupida pergamena in mano. E’ la volta buona di scoprire cosa c’è scritto, pensa Argante, più tardi chiederò al Sacerdote di interpretarla.
Al momento devono discutere di un’altra faccenda. Già, nemmeno il tempo di godersi il relativo tepore dell’aria aperta dopo le gelide ore sotto terra che un lungo brivido ha percorso la schiena di Argante. Jasper Kallan ha letto loro la lettera giunta dallo Sceriffo, sta arrivando e sono guai per tutti.
Quella sera in locanda, mentre si festeggiava la clemenza di cui il Penitente aveva goduto, Argante aveva bevuto qualche boccale e guardato qualche donna prima di arrivare a parlare con messer Otto. Era bello arzillo al momento dello scambio di parole e ringalluzzito dalle piastre promesse senza pensarci troppo aveva accettato il lavoro… fatto con discrezione.. Troppo tardi si era ricordato di questo particolare.

La sua vita ha preso una piega del tutto particolare in poco meno di due settimane, era bello sistemato, una professione che tutto sommato gli faceva guadagnare bene e compagni Affidabili… già. Si erano sempre appoggiati l’un l’altro, completandosi. Ma ora loro non ci sono più, deve cominciare a svegliarsi e a saper gestire le situazioni da se. Vuole andare dove Serpico gli ha indicato, per scoprire cosa sia successo, ma non si illude di riavere indietro la sua vecchia vita. Le cose cambieranno ! Ma intanto assieme alla combriccola bisogna pensare a raggiungere Aquis Forte, e come rispondere alle domande del Sommo Inquisitore.

Sono passati mesi e gli eventi sono stati innumerevoli.
Incontri particolari, atti scellerati ed atti eroici, investiture !!..

Ma Argante non ricorda nulla… o quasi. Ora si trova in un campo di prigionia zingariano, non lontano da Kordova.

Risvegliarsi in mezzo a sconosciuti comincia a diventare un’abitudine.

“Dei bravi ragazzi, sono stati gentili .. i miei soldati.. a farmi capire chi sono! Sir Argante Frecciamarcata, conte elettore di Pergona, Amico di Argos. Hah, chissà come dovevo essere eroico in quella battaglia.
Devo essere anche un’abile diplomatico a quanto pare, ho salvato loro la vita TRATTANDO una resa.. trattando ..trattando.. che strana parola..”

Petto in fuori e voce carismatica non lo salvano dalla realtà dei fatti.
La ..diplomazia.. produce un fiasco con il comandante della guarnigione, ma la fortuna aiuta sottoforma di un giovane tarantiano che fa da intermediario.
Con lui Argante ha vuotato il sacco, “è sicuramente un alleato !” con le parole niente da fare ma almeno COI SOLDI pare andare meglio.
Ma il Giovane sembra viscido, Argante comincia a dubitare delle proprie capacità e valutazioni..
Il mondo comincia ad apparire freddo ed ostile, anche l’ammaccatura sull’elmo comincia a risultare sospetta.

“sono davvero un Cavaliere retto? Un soldato onesto?
che Mitra mi guidi!”

Dopo lo spericolato viaggio in compagnia di Anatolius e del suo sgherro il (buon) Argante non sente più su di se il calore dei raggi di Mitra.
Ha visto molto sangue, molta magia ma sopratutto ha varcato la soglia di un altro mondo. Passeggiare nel luogo dove vivono i “figli di Mitra” ed assistere al materializzarsi di un enorme
[ WORK IN PROGRESS ..]

Argante di freccia marcata

Cronache di Hyboria Bard81 lucioq87