Cronache di Hyboria

L'amico ritrovato

“Fermo dove sei uomo della Rota, ti tengo sotto tiro”
Il giovane spaurito finisce così prigioniero di Argante che decide di farsi condurre al loro accampamento dove si trova anche il Mistico.
Il viaggio si profila lungo e periglioso essendo appiedati e Argante comincia già a sentirsi solo, inizia così uno scambio di opinioni tra i due. Dapprima, forte di argomenti importanti, è Argante a condurre la discussione. Informa il soldato dell’incarcerazione di Magnus ed altre chicche, a volte gonfiando un poco nella speranza di portare il giovane dalla sua parte poichè lo vede confuso della stessa confusione vista nei nemediani mentre attaccavano aquilonia. Riesce anche ad ottenere informazioni sulla loro presenza alla Cripta vicino Aquisterra, apprende di come Anatolius vi sia sceso da viscido e riemerso da UOMO DI MITRA per poi condurli a nord alla ricerca delle prove di colpevolezza di MAgnus questa poi..! Mentre Argante cerca di fargli capire l’inganno il discorso vira dapprima su Morn quindi su Sez e su di lui il ragazzetto invita Frecciamarcata ad una riflessione che lo cruccia e fa morire la conversazione, è ora di decretare i turni di guardia per la notte.
Anche se in terra barbara entrambi si comportano civilmente e la scenetta prigioniero-carceriere termina ufficialmente con Argante che consegna un coltello da caccia al soldato in caso di assalto di fiere notturne..
E’ svegliato per il suo turno, mancano ancora diverse ore all’alba. Il ragazzo dorme e tutto tace nel bosco ma Argante non ci bada, tutta la sua attenzione è rivolta alla splendida donna avvicinatasi al focolare emergendo da un albero. Un’altro uomo si sarebbe lasciato andare al dolce ronzio che l’accompagnava ma Argante riconosce in lei la stirpe delle fate e le usa tutte le genuine cortesie di cui è capace. Salice la regina d’autunno rimane colpita, forse compiaciuta dal fatto che un aquiloniano riponga il proprio credo nei fatati e smette di ipnotizzarlo. Prima di ritirarsi decidere di fare un dono al devoto Argante, un monile con incastonate tre gemme. Egli ricambia con i dadi trovati nella cripta di Aquisterra, egli ne ignora il potere a ricorda bene che Nefertiri l’aveva dissuaso dall’usarli “essi contengono un antico potere e sembrano un ottimo dono”. Salice ne sembra soddisfatta, forse questo può allievare la sua noia. Ella se ne va allo stesso modo in cui è venuta e le prime luci trovano un Argante ancora sorridente come un beota.
Il secondo giorno di marcia ha come meta l’allevamento di renne di Drain che si trova tra loro ed il campo. L’allevamento consiste in una struttura isolata e Drain. il padrone, ha fornito tempo prima slitte e cani alla combriccola della rota. Qui Argante si dimostra nuovamente rispettoso dell’accoglienza e la ricambia raccontandogli chi erano in realtà gli uomini ed il loro capo con cui aveva fatto affari. I dettagli che fornisce a Drain sono convincenti e l’orgoglio nord si fa sentire : concederà ai due una slitta trainata da renne per poter riparare all’errore commesso e far apparire il suo nome come “colui che diede la slittà”. Inoltre Argante ascolta il predicare di Drain sul ragnarok e tutti i peli del suo corpo, dalle cosce alla nuca si rizzano ma non capisce se per paura o per eccitazione.. I segni già visti come drago ed eclisse possono anche essere fallaci ma entrambi ancora non sanno che un altro segno dell’imminente Guerra si manifesterà loro proprio quella notte.
Vengono svegliati da un tremore.. giusto il tempo di scendere dal soppalco che il tremore si trasforma in fragore e la terra si lacera, una porzione del pavimento della stalla è sparito!
“WYYYYYYRRRRRRRM!!!!!”
Drain pare conoscere quella bestia o la sua leggenda, salta su una renna e se la batte. Argante e il giovane cercano in tutta fretta di attrezzare il tiro per fuggire mentre una grossa renna viene afferrata tra le fauci di un gigantesco verme che la trascina nel sottosuolo.
La slitta è pronta e le alci galoppano a perdifiato, hanno lasciato il resto delle alci nel recinto per fare da esca e quell’assurda creatura pare molto affamata. Fortunatamente scivolano via veloci dai lamenti delle bestie, troppo veloci! Argante decide che è più prudente procedere a passo, la luce lunare può trarre in inganno e nascondere insidie, smezza uno stimolante col giovane per rimanere in berta e raggiungono la piana.
Non raggiungeranno l’accampamento prima dell’alba, in lontananza esso è già in vista ma qualcosa non quadra : anzichè luce di fuoco normale s’intravedono bagliori verdognoli. Assolutamente inquietante, Drain ha raccontato il vero su quel luogo.
Giungono infine baciati dal sole ai limitari della necropoli. Si trovano ancora su quello che in estate deve essere un lago quando gli si fa incontro dall’accampamento un figuro nord. E’ ancora troppo distante ma Argante ha già visto quell’andatura claudicante e scarta di lato, il giovane è dapprima anchegli dubbioso ma poi nel morto che cammina riconosce un’amico.
Argante sa che Anatolius è abile nell’arte dell’illusione e comincia a fare 1 + 1…
Il giovane conversa genuinamente con il non morto vedendo in lui chissà chi, Argante non ha il coraggio di proferir parola per non mettere il giovane in pericolo immediato e li segue a distanza. Il giovane s’infila nella necropoli ed Argante attende all’esterno con la slitta e le renne sorvegliato dal draugar.
Dopo poco lo raggiunge un’altro uomo della rota, sicuramente avvisato dal giovane : è Dario di Tanasul. Argante non lo ha mai visto ma grazie al giovane sa che anche Dario non è del tutto convinto di Morn e del Mistico.
Dario è sbrigativo “ Portami via di qua prima che mi uccidano”. Anche lui vede i nord morti per quello che sono! Si scambiano alcune info e saltano sulla slitta.
Mentre si allontanano Argante si volta a guardare la necropoli sapendo che lì si trova Anatolius… infila la mano sotto il mantello e tasta il sacchetto di ciocche di capelli dei suoi caduti..
“NO, ci sono troppo vicino per scappare, voglio vederlo costi quel che costi” – del senno del poi..
Nonostante gli avvertimenti di Dario abbandona la slitta non prima di averlo indirizzato a Sez e Terzo ed avergli augurato la benevolenza di Mitra e delle Fate del nord.
Ripercorre stealthy stealthy la strada verso la necropoli, vi gira attorno e vi penetra da un lato caratterizzato da tumuli e raggiunge la costruzione indicatagli da Dario. Argante si affaccia ad una finestrella e lo vede! Anatolius come preannunciatogli è li che studia delle carte ma il suo viso è però caratterizzato da strani tatuaggi simili alle iscrizioni della cripta ( Il ricordo della stanza buia piena di scritte prima dell’occhio tormenta ancora ogni tanto i sogni di Argante ) e i suoi occhi sono…
Ma Argante è deciso a scoprire la verità, si dirige al portone e lo apre con un calcio. Piazzatosi sull’uscio ed ottenuta l’attenzione di Anatolius esordisce spavaldo
“Salve amico, sono finalmente riuscito a trovarti”
ARGANTE SEI PROPRIO UN COGLIONE – nell’essere che gli risponde non c’è traccia di Anatolius, prova la stessa paura avuta vedendo uno dei figli di Set e si maledice mentre scappa gambe in spalla.
Corre fuori per la via dei tumuli evitando il lago ghiacciato e puntando alla boscaglia, è inseguito da una slitta!
Riesce ad organizzare una mezza imboscata, attira i due draugar nel bosco facendo loro abbandonare la slitta. Penzolando da un albero li attira verso di se, li vuole vicini per utilizzare le ceneri di Set recuperate a Pergona. Ricorda vagamente come venivano usate, ha già estratto l’ampolla dal suo imballaggio e la stringe in una mano pronta all’uso.
L’affanno è però grande e sul più bello, quando i non morti si trovano sotto di lui, scivola dall’albero dove si era arrampicato e vi cade in mezzo. Un attacco riesce a schivarlo ma mentre lancia la maledetta ampolla una potentissima asciata gli lacera l’armatura e le carni e lo fa ruzzolare. La vista comincia ad annebbiarsi e l’udito ad ovattarsi, mentre i draugar si contorcono ancora parzialmente infiammati Argante guadagna la slitta. Cerca di riprendere la direzione indicata a Dario, si fida del suo istinto e dei cani.. non che ci siano altre possibilità al momento.
Argante si è ingollato l’ultimo stimolante ed è riuscito a bendarsi abbastanza bene ma ha raggiunto lo stremo. Mentre la slitta sussulta lui comincia ad andarsene.. non sente dolore e la sensazione è quasi piacevole, con la mente scivola velocemente in un altro mondo dai vividi colori e dalle splendide genti…

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Bard81 Tato

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