Cronache di Hyboria

Era solo un venerdì.

La battaglia è conclusa.
Nel gruppo molte botte, qualche ferita, alcune profonde.
Tra i nord, quattro hanno trovato la loro gloria in battaglia altri sei dovranno attentendere.
Gil chiede ad Udo il permesso per brindare e tutti si uniscono al brindisi. Tutti tranne Terzo, che passa in rassegna tutti gli Aquiloniani. Comincia da Argante. Gli deve la vita. Il ragazzo sa curarsi bene, ma non ha occhio per le ferite meno visibili. Ha una costola rotta. Terzo gli prepara un busto di foruna con delle assi.
Poi è il turno di Aran. Le sue ferite sono migliorate. Molto. Troppo. E troppo in fretta. Il sangue di drago. Terzo ne indaga gli effetti. Aran sembra stare bene, ora. Controlla anche Sez e si preoccupa di pulirgli le ferite. Aslan, invece, sta bene.
Udo e Sez parlano ai nord. Gli raccontano i fatti e li convincono ad andare dai Grigi.
Terzo ne approfitta per uscire. Fuori ci sono Aran ed Aslan, intenti a fumare la loro pipa.
TErzo controlla i caduti nord. Prega per loro. Prega per sè stesso e prega anche per i soldati della rota.
Sez lo nota e lo rimprovera. “Traditori, gente della rota”.
“Certo, come un tempo erano servitori di Mitra. Hanno avuto il giudizio terreno per mano di questi uomini. Lasica che sia Mitra a giudicare le loro anime”.
Uno dei nord, concorda con Terzo.
Terzo rientra, nel momento in cui Udo sta per dare il sengue di drago allo skald e gli consiglia di farlo prima rilassare. Udo ci riesce fin troppo bene e gli danno la pozione.
Dopo un breve momento, il corpo dello skald freme, primo di un lungo respiro, seguito dal silenzio. Il suo cuore cessa di battere. Terzo attende il dovuto e già si prepara a comunicare il triste fato, quando lo skald apre gli occhi. “Alla fine non avete seguito il mio consiglio” è il rimprovero dell’uomo. Terzo ed Udo sono sollevate, più del resto del gruppo, ignaro che lo Skald ha rischiato la vita.
Pianificano il da farsi ed i nord gli sconsigliano di andare ad est, dove giacciono tumili di battaglie antiche. Le mappe degli uomini della rota non sembrano essere molto d’aiuto.
Si preparano e l’indomani partono presto. Gli uomini del nord si dirigono ad ovest, verso i grigi, gli altri verso la città.
Il viaggio prosegue tranquillo. La slitta coi cani avuta dai nord li alleggerisce e rende il viaggio più snello.
Giungono in città. Una sorta di paese agli occhi degli aquiloniani, una delle città più grandi del nord.
Una palizzata la difende, ma nessuna guardia è alle porte.
Lasciano la slitta alle scuderie e si dirigono in città.
La città è ricca di merci di ogni tipo, alcune molto rare al nord.
Si trovano armi, vestiti, pellicce, avorio. Si trovano perfino verdure.
Aslan trova dei buoni coltelli da lancio che baratta per quello d’avorio e dell’oro.
Sez è incuriosito dalla lavorazione dell’avorio e decide di acquistare una scacchiera.
Da un armaiolo, trova un arma simile alla sua stella del vespro. Incuriosito ne parla con il mercante e viene a sapere che l’artefice è il fabbro più rinomato del nord, ma è difficile incontrarlo, in quanto vagabonda per il nord. Pare che il più grande tesoro del nord sia custodito in uno scrigno fatto dallo stesso fabbro e quelle spade siano la chiave per aprirlo.
Terzo, intanto, cerca una sartoria, in cui si fa fare un nuovo simbolo mitraico.
Aslan, poi, recupera un po’ di veleni in erboristeria.
D’un tratto, alcuni grossi orsi appaiono in città. Su di loro, i soldati del Thane, annunciano che tra mezz’ora il mercato sarà chiuso. Vengono così a conoscenza che il Thane ha l’abilità di parlare con gli orsi.
Finito il giro delle compere, vanno tutti assieme alla locanda.

La locanda è colma di gente. Nonostante questo, l’ambiente risulta piuttosto tranquillo.
Tra i presenti, un volto fra tanti, attira subito l’attenzione degli aquiloniani. Randaln Morn ed alcuni suoi uomi sono nella sala.
Sez si aggiunge verso di lui, ma Terzo riesce a fermarlo, ma Sez perde il controllo. Estra la spada ed inizia ad inveire. Tutti i nord si girano verso Sez. La tensione è alle stelle.
Sez tira porchi in locanda e grida il nome di Randal Morn estraendo una spada.. Randal si gira lo vede e pare un po’ interdetto … in effetti pare non sapere chi sia Sez. Nel frattempo le guardie della locanda si avvicinano a Sez mentre i nord cercano di trattenerlo. Ripresosi dallo shock Sez esce e le guardie lo seguono.
Terzo inizia un breve dialogo con Morn che pare essere “pacifico”. Terzo lo accusa di tradimento, Morn replica che Magnus è un traditore e che voleva uccidere il Sommo saerdote. Terzo gli spiega che la rota non esiste più e Morn gli spiega che non sono ad Aquilonia. Il dialogo è teso, Terzo chiede di Aquisforte, ma Morn non ricorda, se viaggiassero con civili e Morn nega, così incalza chiedendo di uno stregone e Morn replica lo minacciandolo di eresia. Questo convice Terzo della genuinità delle risposte ed infine ognuno torna al suo tavolo.
Intanto Sez alle guardie chiede di vedere il Thane della città e mostra loro la spada, e le guardie si allontanano dalla locanda per portare la richiesta, precisando che tale onore è dedicato solo a lui che porta una lama del fabbro noto come il Vecchio.
Per un qualche minuto rientra in locanda cercando di non incrociare lo sguardo con morn che si fa i beati affari suoi mangiando e bevendo. Qualche istante dopo un soldato della rota si avvicina e informa Sez che se vuole parlare da cavaliere a cavaliere con Morn il suo signore è disponibile a farlo. Sez lo manda a cagare e lo informa che vuole solo ucciderlo.
Finalmete le guardie tornano e informano Sez che il Thane è disposto ad accogliere lui e il suo gruppo, per cui tutti lasciano la locanda. Arrivati in cima al paese entrano e Sez parla col Thane della situazione, lo informa dei grigi e chiede un duello di onore al Thane. Il Thane lo accorda per il giorno dopo e da ordine di chiudere il recinto. Soddisfatti tornano alla locanda, ma nel frattempo apprendono che Morn ha lasciato il paese.
Sez si incazza come una bestia, ma le guardie attendendo gli ordini del thane stanno chudendo il recinto. Disperato si dirige alle scuderie ma i suoi compagni lo placcano e lo bloccano che uscire alla sera alla cazzo per il Nord non è una grande idea.
Un nord si avvicina a Terzo e racconta gli ultimi dettagli della discussione degli uomini della Rota
“Alla fine si è ricordato chi era il tuo amico.. " racconta l’uomo all’orecchio di terzo “Solo che a detta di quel cavaliere quello era il giorno della morte della donna del tuo amico, mentre per lui era un venerdì..”
Purtroppo il tizio ha una voce molto roca ed il bisbigliato viene udito da tutti.
Sez compreso.

Comments

Bard81 Tato

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