Cronache di Hyboria

Animali del nord

La notte prosegue tranquilla, ma all’indomani, prima di partire per il villaggio, Cyric, lo Skald si sente male.
Appare debole ed è evidente il suo stato febbrile. Non hanno possibilità di curarlo e decidono quindi di raggiungere il villaggio.
Durante il viaggio, però, incontrano un pericolo, nella valle pascola un branco di Mammuth. Gli aquiloniani, alla loro vista, sono impressionati. Se già gli elefanti a Pergona erano “enormi”, questi sono parecchie volte più grandi. Con le zanne altrettanto più grandi. Con i piedi altrettanto più grandi. E pelosi.
La scelta è se attraversarli di giorno, con maggiore visibilità e le tigri cacciano o la sera, oppure evitare la valle e fare il giro. Sez si informa su cosa significhi aggirare la valle attraverso le montagne, ma ne evince che equivale a perdersi.
Alla fine passano, piuttosto incolumi, finchè due maschi, a qualche centianio di metri da loro, cominciano una cruenta battaglia ed il resto del branco si avvicina a loro. Accelerando il passo, senza correre, riescono a defilarsi in tempo, ma appena si trovano in una zona tranquilla uno smilodonte appare da una collina e sta puntando un cucciolo alle loro spalle. Il branco corre in protezione rischiando di travolgere il gruppo. Fortunatamente la maggior parte riesce a sfuggire, salvo uno degli uomini del villaggio e lo scudiero di Sez. del primo non rimane che una poltiglia rossastra nella neve, il secondo se la cava con poche ferite, che Terzo cura, seppur redarguito dal cacciatore dei nord, che ha da ridire sul fatto che un nord si faccia curare, cosa che non piace molto a Terzo, ma la discussione ha vita breve.

Giunti al villaggio, trovano i cadaveri ancora sparsi per terra. Risulta evidente che le ferite sono state inflitte “a tradimento”. I nord avrebbero dato precedenza ai guerrieri, quasi ignorando donne e bambine, invece appare chiaro che non sia stata fatta distinzione. Molte delle case sono state date alle fiamme, ma dalla più grande, quella che più assomiglia ad una locanda agli occhi della gente del sud, sale del fumo e decidono di fermarsi lì. Entrano con circospezione, ma inizialmente non trovano nessuno.
Eppure il camino è acceso. Poco dopo, trovano un uomo nella casa.
Terzo fa mettere Cyric vicino al fuoco e si prende cura di lui, preparando un sorta di zuppa con delle erbe che aveva con se. Nel posare l’uomo e verificare le sue condizioni, sente un rumore metallico, come di monete, internamente alla cassapanca.
L’uomo nella casa si presenta come un mercante, fuggito da Atzel all’arrivo del Demone, tempo addietro, che persosi nelle terre del nord è stato preso dagli uomini del villaggio. Sez è diffidente nei confronti dell’uomo e non disdegna di mostrarlo apertamente.
Rinvengono anche una lettera, nella quale sono elencati dei nomi e dei numeri distinti tra “maschi e femmine”. Tra i nomi compare anche Pella e Terzo se lo appunta mentalmente. Verficano così il contenuto della cassapanca: monete. Diventa chiaro che i nord del villaggio siano in realtà schiavisti e loro confermano. Gli altri nord del gruppo sono contrariati e Sez più di ogni altro. La discussione con il capo degli uomini del villaggio si fa subito accesa e nasce uno scontro. Sez ha subito la meglio, schivato il colpo, infligge il suo con violenza, prima di bloccare l’uomo a terra. Gyl, alla vista del sangue si scatena e pianta la sua lancia come una furia fuori controllo nella testa dell’uomo, sparpagliandola per tutta la sala. Tutti a qual punto sono restano per un attimo immobili ed attoniti.
Sez è il primo a reagire, contrariato dall’azione di Gyl, la quale spiega semplciemente “nemico”! I nord del gruppo sembrano approvare il gesto di Gyl, gli aquiloniani sono disgustati e contrariati. Ma gli altri nord del villaggio sono i più risentiti e si rischia che il sangue scorra di nuovo. Fortunatamente gli animi si calmano e si praparano per la notte.
Il nuovo aquiloniano si scopre essere stato preso prigioniero degli schiavisti, ma liberato dagli stessi, dopo il passaggio del presunto Randaln Morn, abbandonandolo nuovamente a sè stesso.
Terzo, parlando con il nuovo Aquiloniano dei nord del gruppo, gli rivela che Udo fa uso di droghe. Detto questo Terzo ne chiede un po’ ad Udo, visto il suo interesse per le cose mediche ed Udo acconsente. Anche il nuovo aquiloniano fa lo stesso, ma senza successo. Decide così di rubarne un po’, riuscendoci senza che Udo se ne accorga.
Terzo, che orami aveva già fatto il possibile per lo skald, si mette a preparare un antidoto per le droghe di Udo, che infine consegna a Gyl, la quale, inizialmente riluttante, poichè la morte è volere di Odino e non è bene mettersi contro la volontà di Odino, accetta, giungendo alla conclusione che in fondo anche quell’antidoto puo’ essere volontà di Odino. Terzo avrebbe qualcosa da ridire, ma teme che Gyl receda la sua decisione e lasca perdere.
Borr, il ranger dei nord del gruppo, decide di prendere le rune, gettarle nel fuoco e posarle sullo Skald, con il solo risultato di ustionarlo. Udo lo redarguisce, prima di rieseguire l’operazione con maggior successo.
A seguire nasce una nuova discussione sulla direzione da prendere. L’altro Aquiloniano (ex-Olin) aveva cercato delle tracce, ma senza successo. Maggior fortuna ha avuto Argante, ritrovando la pista che potrebbe anche seguire per una decina di chilometri o due, sempre che la il vento della notte non la copra, ma affermando che il rischio di seguirla e perdersi fosse reale.
I nord vorrebbero andare direttamente dalla loro Volna, Sez è più deciso per Randaln Morn e pare non ci sia soluzione, visto che lo Skald, unico conoscitore della via, è al momento disabilitato. Decidono così, per intanto, di seguire la pista di Morn.
Successivamente Cyric si sveglia. Terzo controlla il suo stato, ma lo Skald vuole Udo. Terzo chiama Udo, riferendogli che Cyric pare migliorato. Lo skald fa chiamare Sez e riesce a convincerlo che la cosa migliore sia raggiungere la Volna.
Dopo una notte di riflessione, Sez acconsente, anche per via della promessa dello skald di 100 guerrieri del che batteranno palmo a palmo tutto il nord fino a trovare Randaln Morn.
Pur con riluttanza dei nord, lasciano indietro i pochi sopravvissuti del villaggio .
Si mettono in marcia, prevedendo 3 settimane per giungere a destinazione. La marcia è lenta.
Dopo una settimana di viaggio, giungono in prossimità del bosco, che devono costeggiare fino al villaggio della Volna.
Qui, quasi subito incontrano un cervo che scappa a gambe levate. Poco dietro di lui, una tigra lo segue, ma lo supera e scappa anche lei, evidentemente spaventata. Non fanno in tempo a chiedersi cosa possa essere successo, che un boato spaventoso, una sorta di ruggito, più potente di qualunque cosa abbiano mai sentito in natura, spaventa anche il gruppo dall’interno del bosco. Forzano la marcia, finchè, stremati, non decidono di accamparsi. Nessuno osa chiedersi a chi fosse appartenuto quel verso, ma il mercante Aquiloniano afferma essere lo stesso che aveva già detto di aver sentito prima delle partenza dal villaggio, ma molto più forte, molto più vicino.
Appena accampati, molti scorgono parecchi animali, tutti ammassati, troppo ammassati al limitare del bosco.
D’improvviso un vento gelido proviene dal bosco. Il suo impeto piega gli alberi ed un enorme sagoma scura si alza in volo sulle loro teste, prima di allontarsi. Sez, unico a non aver visto la sagoma è perplesso. Il gruppo inizia a riposarsi ed Udo decide di prendere le sue droghe, per una verifica sul drago.
Chi non era di guardia, riesce a riposare per un paio d’ore, prima che un rinvenuto Udo, agitato, cerchi di dare l’allarme sul ritorno dell’essere, molti temono un drago. Terzo, svegliato, cerca di capire quanto tempo hanno, ma non fa in tempo a chiedere se la visione fosse stata di giorno o di notte, che nuovamente l’urlo della creatura squarcia i cieli.
Il gruppo cerca riparo nella foresta. I due nuovi Aquiloniani si arrampicano su un albero nel tentativo di scorgere meglio, ma l’essere passa a filo degli alberi, staccandone la sommità e facendoli scuotere. Il mercante cade, l’altro riesce a vedere chiaramente la mole della bestia: sicuramente un drago!
Riunitosi il gruppo, i nord raccontano dei pericoli che si celano nel bosco, dalla strega figlia di Loki che partorisce lupi, ai nani fatati che custodiscono un tesoro incredibile. Nessuno che sia andato a vedere, però, è mai tornaro a raccontare la sua versione.

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Bard81 Tato

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